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Denti sani: 5 falsi miti

Sulla salute dei denti non si scherza: un sorriso intatto e una bocca sana sono elementi fondamentali per il benessere della persona, sia a livello fisico che psicologico. Per questo, è importante non credere alle dicerie che, spesso, popolano il web e che possono confondere i pazienti alla ricerca di risposte.

Ecco 5 falsi miti sul mondo dell’igiene dentale che sfateremo insieme per fare chiarezza.

1. I denti da latte cadono, quindi sono trascurabili
Niente affatto! La salute dei denti da latte dei bambini è un aspetto da curare con attenzione, per garantire ai piccoli una bocca sana anche da adulti. Se i denti da latte cadono troppo presto, o troppo tardi, possono provocare disturbi alla masticazione e intralciare lo sviluppo corretto della dentatura definitiva. Attenzione anche alle carie: un’infezione nel dente da latte, può espandersi e intaccare anche il dente permanente, danneggiandolo fin durante la sua formazione.

2. Se i denti non fanno male, il dentista non serve
Errore! Anche se i denti non creano dolore o fastidio, non si può escludere che in realtà nascondano piccoli disturbi come microfratture, principi di carie, infiammazioni gengivali. Tutti disturbi che, se affrontati con il giusto anticipo, si possono risolvere in modo semplice ed economico, ma che se trascurati possono generare patologie più articolate a cui è più complesso rimediare. Il giusto atteggiamento? Fissare controlli semestrali con il dentista, a scopo puramente preventivo.

3. L’apparecchio dentale è solo per ragazzi
Indossare un apparecchio dentale metallico può creare più di qualche imbarazzo in una persona adulta ed inserita in un contesto lavorativo e sociale. Tuttavia, l’apparecchio ortodontico per allineare denti storti, risolvere una situazione di affollamento o per correggere i problemi di malocclusione è un’ottima idea a tutte le età. Come evitare il disagio di un sorriso metallico? Con apparecchi discreti, come quelli linguali senza attacchi o quelli invisibili e removibili, come le mascherine invisibili (Ortodonzia Invisibile).

4. Lavare i denti troppo spesso rovina smalto e gengive
Niente di più falso! I denti vanno lavati dopo ogni pasto e, almeno, 3 volte al giorno per eliminare ogni residuo di cibo e rimuovere i batteri che possono attaccare i denti. Chi crede di erodere lo smalto spazzolando i denti, forse sfrega troppo vigorosamente o non compie i movimenti corretti che prevedono, lo ricordiamo, di pennellare dalla gengiva verso il dente e di sfregare la superficie masticatoria di premolari e molari. Ultimo, ma non meno importante, non dimenticate le zone interne dell’arcata dentale: è qui, al riparo da occhi indiscreti, che spesso si formano i peggiori accumuli di tartaro. Per una corretta igiene orale domiciliare, poi, non si può far a meno di filo interdentale (tutte le sere) e di collutorio dentale (dopo ogni lavaggio).

5. È normale che le gengive sanguinino un po’
Non è affatto normale che dopo l’igiene orale le gengive perdano sangue, nemmeno in piccole quantità. Dimenticate l’idea che si tratti di un problema di spazzolamento troppo vigoroso: le gengive che sanguinano dopo aver lavato i denti sono un segnale da non trascurare. Possono nascondere un accumulo di tartaro alla base del dente o, peggio, annunciare problemi paradontali. Se le gengive sanguinano, chiamate subito il Centro Odontoiatrico Idea e fissate un controllo con il Dr. Carlo, il nostro esperto Parodontologo: meglio intervenire tempestivamente.

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Quanto costa un impianto dentale?

Fare un preventivo generale per un intervento di implantologia non è possibile e non sarebbe corretto. I costi variano molto in base a diversi fattori e, soprattutto, in base alla situazione personale. Sul prezzo finale incide, principalmente, il tipo di intervento necessario: bisogna prendere in considerazione quanti elementi devono essere impiantati, in quale zona della bocca, perché quelli visibili durante il sorriso devono assolutamente avere una fattura esteticamente impeccabile, valutare inoltre se sussiste o meno la necessità di integrare un processo di rigenerazione ossea.

Inoltre, incidono sul prezzo finale di un impianto dentale il tipo di fixture, o vite, la scelta dei materiali impiegati ed il prestigio, la competenza e la professionalità del dottore che effettuerà l’intervento. Per poter avere un preventivo preciso ed adatto alla situazione personale e specifica, è necessaria una visita preliminare con il parodontologo che, prima di stabilire in che modo operare, prescriverà una radiografia od una TAC, per avere un quadro estremamente preciso della situazione e per decidere in che modo intervenire per ottenere il miglior risultato.

 

Implantologia dentale

L’implantologia è una branca dell’odontoiatria che si occupa di ripristinare singoli elementi, o parte di una dentatura mancante. La caduta di un dente, o la perdita di più denti, può avere molte cause: fisiologiche, traumatiche o patologiche. In tutti questi casi è possibile intervenire e restituire uno splendido sorriso ed una perfetta funzionalità della dentatura.

 

Le possibili cause della perdita di uno o più denti

Tutti sappiamo quanto un bel sorriso contribuisca alla bellezza del viso, sia un ottimo biglietto da visita in tutte le occasioni della vita e sia un elemento estremamente importante per l’autostima. La perdita di uno o più denti può comportare, quindi, problemi a livello pratico, per la masticazione e la relativa nutrizione o per l’articolazione corretta delle parole ma anche, inibire la genuinità e la spontaneità dei rapporti sociali, peggiorando la qualità della vita e creando tensioni e disagi psicologici. Le motivazioni per le quali s’incorre nella perdita dei denti possono essere di tipo fisiologico: un dente curato male o trascurato o che, a causa del naturale processo di invecchiamento, cede e cade. Oppure, esistono i casi di perdita dei denti a seguito di un incidente, un trauma, una caduta o, in ultimo, a causa di una patologia come la piorrea o le gengiviti gravi, tipiche, per esempio, della gravidanza.

 

Si può sempre rimediare alla mancanza di uno o più denti?

Fortunatamente, qualunque sia la causa della perdita di uno o più denti, esiste la soluzione. Basta affidarsi a professionisti qualificati, in parodontologia o implantologia dentale, come i nostri esperti del Centro Odontoiatrico IDEA, per avere un quadro preciso della situazione e tutte le possibili soluzioni.

Grazie all’implantologia è possibile ripristinare i denti mancanti fissandoli direttamente nella porzione di osso sano, tramite un procedimento chiamato osteointegrazione. Questa tecnica innovativa, a differenza dei superati ponti o protesi di vecchia fattura, consente il perfetto ancoraggio dei nuovi elementi e la possibilità di conservare i propri denti sani. Nessun bisogno, quindi, di impietose estrazioni solo per ottenere la possibilità di fissare una protesi. Nel caso delle malattie, od importanti retrazioni gengivali, nessun problema. È possibile sottoporsi, con successo, ad una rigenerazione ossea, in modo da ottenere una sufficiente superficie di supporto per poter applicare i denti nuovi, avvalendosi, anche in questo caso, delle tecnologie moderne. Solitamente, i materiali impiegati per il fissaggio dei denti mancanti, sono costruiti in titanio, un metallo bio-compatibile, che azzera tutti i rischi di reazioni allergiche, immunitarie o la possibilità di rigetto dopo l’intervento.

 

Quali sono i diversi tipi di intervento implantologico?

Gli impianti dentali possono essere personalizzati sulla base delle specifiche esigenze del paziente. È possibile integrare un solo dente, in caso quello originale fosse scheggiato, rotto o caduto per qualsiasi motivo. Allo stesso modo si può intervenire per impiantare più denti, un po’ come si faceva con i vecchi ponti o, addirittura, integrare un’intera arcata dentale o tutta la dentatura, nei casi più complessi.

L’implantologia ha, come primo obiettivo, il raggiungimento dei canoni estetici desiderati dal paziente, quindi si cercherà di ripristinare un sorriso quanto più naturale, sano, accattivante ed affascinante possibile. In questo si cercherà di rispettare la forma della dentatura originaria, per ottenere un risultato piacevole ed estremamente naturale. Com’è comprensibile, in caso di denti mancanti, l’implantologia, oltre che benefici estetici, apporterà anche un netto miglioramento della funzionalità dentale, con un importante miglioramento della qualità della vita. In alcuni casi sarà necessario intervenire prima sull’osso gengivale, soprattutto se danneggiato, per renderlo idoneo a sopportare la radice sintetica. Questo è il tipo di intervento più complesso ma, se praticato da un parodontologo di comprovata esperienza, come il responsabile del reparto di implantologia del Centro Odontoiatrico IDEA, il successo è assicurato.

Nel nostro Centro Odontoiatrico IDEA sapremo sicuramente trovare la soluzione adatta alle tue esigenze, alle tue aspettative, alle tue necessità ed anche alle tue tasche. Del resto, un bel sorriso non ha prezzo, o forse sì, e da noi è accessibile. Contattaci oggi stesso!

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Quanto spesso dovrei vedere un igienista dentale?

La pulizia dentale professionale è una pratica imprescindibile, da effettuarsi almeno semestralmente, per garantire la salute e la bellezza del sorriso. Una buona prevenzione, che comprenda delle visite a cadenza regolare presso un igienista dentale, dà la garanzia di preservare a lungo i propri denti in ottima salute.

 

L’igiene dentale quotidiana non basta

Tutti i dentisti e gli igienisti dentali raccomandano una corretta igiene orale, da insegnare ai bambini fin dalla più tenera età e da conservare, come buona abitudine, per tutta la vita. Questo comprende l’utilizzo di un ottimo spazzolino, manuale od elettrico, almeno due volte al giorno. Inoltre, è sempre consigliabile terminare il lavaggio dei denti con il passaggio del filo interdentale. Quest’operazione serve a rimuovere residui di cibo tra i denti e nel solco gengivale, a prevenire la formazione di placca e tartaro, ad igienizzare tutto il cavo orale, col risultato di ottenere una bocca pulita e fresca, prevenire le macchie e preservare la salute dentale e gengivale.

Per quanto sia accurata e scrupolosa l’igiene personale, però, non è sufficiente a fornire un’adeguata pulizia dei denti, soprattutto nelle zone difficili da raggiungere manualmente e da soli. Nelle sacche gengivali in fondo alle arcate dentali, nei solchi tra base dei denti e gengive e nelle zone retrostanti, è difficile arrivare. Lì si possono accumulare batteri, placca e tartaro, che causano infezioni, sanguinamento, retrazioni gengivali ed altre patologie, anche potenzialmente serie.

 

Cos’è la pulizia professionale ed in cosa consiste

La pulizia professionale, da effettuarsi per mano di un igienista dentale specializzato e qualificato, come quelli che lavorano presso il nostro Centro Odontoiatrico IDEA, è un trattamento che dura, in genere, meno di un’ora, poco invasivo e non doloroso. Si tratta della pulizia profonda e dell’igienizzazione di tutto il cavo orale, corredato dalla rimozione di eventuale tartaro e da un trattamento finale di smacchiamento e sbiancamento della dentatura. Grazie ad una accurata pulizia, si ripristinerà un sorriso sano e bianco e si limiteranno al minimo proliferazioni batteriche e di placca, che potrebbero causare serie infezioni ed infiammazioni.

La pulizia professionale comprende varie fasi. La prima è quella denominata detartrasi, durante la quale, con appositi strumenti, l’igienista rimuove eventuali pezzi di tartaro. Il tartaro è una sostanza dura e ruvida, ricca di batteri, impossibile da rimuovere con un semplice spazzolino e foriera di problemi come gengiviti, ascessi gengivali, retrazioni della gengiva, infezioni e sanguinamenti dolorosi. Una volta rimosso tutto il tartaro, che tende ad accumularsi soprattutto nel solco gengivale, si passa, con l’ausilio di appositi dispositivi medici, al risciacquo igienizzante. Infine, per valorizzare la bellezza del sorriso, si procede a rimuovere le macchie evidenti con appositi ingredienti sbiancanti ed a lucidare la superficie dei denti. Al termine del trattamento si potranno apprezzare una bocca sana e pulita, un alito fresco ed un sorriso smagliante.

 

Ogni quanto tempo è necessario sottoporsi ad una pulizia professionale dei denti?

Se non ci sono particolari problemi, l’igienista dentale va visto almeno due volte l’anno. Questo è il minimo, per assicurare ai propri denti una corretta pulizia, prevenire la carie e l’insorgere di disturbi gengivali. In molti casi, però, è necessario effettuare più trattamenti all’anno, fino a quattro. Ad esempio, i fumatori od i grandi bevitori di caffè o vino, avranno bisogno di dedicare un’attenzione in più ai loro denti poiché nicotina, caffeina ed alcool, oltre a provocare antiestetiche macchie, tendono a modificare il pH della saliva, rendendola più incline a produrre batteri, placca e, di conseguenza, tartaro.

Chi soffre di patologie a carico delle gengive, come gengiviti ricorrenti, infiammazioni, delicatezza delle mucose con frequenti sanguinamenti o dolorabilità e sensibilità dentinale, farebbe bene a visitare l’igienista dentale anche tre o quattro volte l’anno. In questo modo, non solo ci si assicurerà la perfetta pulizia del cavo orale, ma si avrà anche l’occasione di effettuare un controllo generale e, in caso di problemi o di peggioramento di quelli di base, si potrà intervenire tempestivamente, prima che i danni diventino irreversibili e dolorosi.

 

È vero che effettuare troppe detartrasi può rovinare lo smalto dei denti?

Le moderne tecniche odontoiatriche, abbinate alla professionalità di un ottimo igienista dentale e di prodotti di alta qualità, come quelli che utilizziamo nel Centro Odontoiatrico IDEA, non possono in alcun modo inficiare la salute dei denti, anzi, contribuiscono in modo importante e sostanziale a preservarne la salute e la bellezza. Gli strumenti moderni sono studiati per rimuovere, con precisione millimetrica, anche i più piccoli pezzetti di tartaro, senza intaccare in alcun modo lo smalto dentinale od irritare i nervi e gengive.

I prodotti utilizzati per l’igiene e lo sbiancamento sono testati ed anallergici, molto ben tollerati dalla stragrande maggioranza delle persone, ed agiscono in modo delicato, nel rispetto delle mucose, delle gengive e dei denti stessi. Usi frequenti e ripetuti negli anni non intaccano in nessun modo lo smalto anzi, i prodotti per l’igiene a base di fluoro lo fortificano. In conclusione, almeno due sedute all’anno di pulizia dentale professionale presso un ottimo igienista garantiscono pulizia, igiene, prevenzione da carie ed altre patologie dentali e gengivali, eliminano l’alitosi e donano un sorriso bello e sano.

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La Caramella è il vero nemico?

Le caramelle e le carie

Nella vita dei bambini le caramelle sono spesso presenti, come regalo di compleanno oppure come ricompensa per essersi comportati bene. Questi dolcetti sono molto amati perché hanno un gusto intensamente dolce, anche se presentano un alto contenuto di zuccheri e un valore nutritivo zero. Per questo motivo negli ultimi anni si è sottolineata la responsabilità delle caramelle nello sviluppo delle carie, tuttavia bisogna tenere a mente che esistono altri fattori collegati. Innanzitutto la formazione di carie è legata a una cattiva igiene orale, quindi un moderato consumo di caramelle non provoca danni se ci si lava bene i denti con regolarità. Infatti, secondo una ricerca di Daniel Kandelman del dipartimento di salute orale dell’Università di Montreal, pubblicata sul British Journal of Nutrition, occorre ridimensionare l’impatto degli zuccheri per quanto rigiuarda lo sviluppo delle patologie dentali. Lo studio rileva come in Occidente negli ultimi 20 anni il consumo di caramelle e dolci sia aumentato, mentre le carie nei bambini sono diminuite. L’uso dello spazzolino 2-3 volte al giorno consente di migliorare l’igiene orale e ha maggiori effetti nel prevenire le carie rispetto all’eliminazione delle caramelle e altri alimenti ricchi di zuccheri. Risultati positivi si ottengono anche grazie all’abitudine di somministrare fluoro ai bambini fin dai primi mesi. Tuttavia occorre ricordare che per garantire la salute dei denti sia gli adulti che i bambini devono seguire una dieta completa e varia, dove svolgono un ruolo importante frutta, verdura e latticini.

 

Cosa provoca le carie

Le caramelle non sono la causa principale delle carie, nonostante la loro consistenza appiccicosa e il fatto che contengano molto zucchero. Tuttavia lo stesso si può dire dei dolci e degli altri alimenti a base di zuccheri raffinati. Infatti le carie sono provocate da una combinazione di vari fattori, come denti, substrato, tempo e microrganismi. Il substrato è causato da tutti i carboidrati, che possono derivare dal pane, dalle caramelle, dai biscotti, dai succhi, dalla pasta, dal latte e persino dalla frutta. Ciò si spiega con il fatto che i batteri provocano una reazione chimica con qualunque tipo di zucchero, non distinguendo tra lattosio (contenuto nel latte), fruttosio (sostanza della frutta) e glucosio (contenuto nei carboidrati) e tra zuccheri raffinati e semplici. In tutti i casi la reazione causa la produzione di acido che attacca lo smalto dentale e provoca la carie. L’igiene orale è fondamentale per prevenire questo disturbo, qualunque siano gli alimenti consumati. Tuttavia bisogna tenere a mente che più i cibi e i prodotti sono zuccherati e appiccicosi e migliore deve essere la pulizia dei denti. Inoltre è bene usare correttamente il filo interdentale in maniera regolare in quanto le carie dei bambini si verificano nelle interstizioni tra i denti e successivamente sono seguite dal decadimento anche delle superfici superiori.

 

Le caramelle e i bambini: cosa tenere a mente

Secondo l’American Dental Association i problemi maggiori per i denti dei bambini sono dati dai lecca lecca e dalle caramelle dure: infatti non solo hanno un alto contenuto di zuccheri, ma la loro consistenza può provocare danni allo smalto. Inoltre i denti dei bambini hanno una minore durezza rispetto a quelli degli adulti. Quindi le caramelle dure possono portare potenzialmente a emergenze come un dente rotto oppure scheggiato. Inoltre occorre tenere a mente che i fattori che determinano la responsabilità delle caramelle nella formazione delle carie sono il tempo e la frequenza di consumo, oltre all’intensità dell’igiene orale e al tipo di carboidrati. Per limitare gli effetti negativi è possibile optare per le caramelle con bassi contenuti di zuccheri oppure privi di zucchero. Si tratta di prodotti che riducono nella cavità orale i livelli di batteri responsabili della reazione acida.

Un aspetto da valutare con attenzione è la frequenza del consumo. Gli specialisti in odontoiatria e i nutrizionisti avvertono i genitori che è meglio far mangiare ai bambini due o tre caramelle una dopo l’altra invece di permetterne il consumo di una alla volta in diversi momenti della giornata. Si tratta di un accorgimento utile e intelligente per ridurre i tempi nei quali lo zucchero entra in contatto con la superficie dei denti. In questo modo la reazione acida provocata dai batteri viene limitata dalla saliva e gli effetti negativi sono attenuati. Si consiglia comunque di evitare di mangiare frequentemente caramelle, soprattutto in quantità abbondanti. Infatti risulta essere una soluzione per evitare di trasformare la cavità orale in un ambiente perennemente acido che causa il decadimento delle superfici dentali e che, a lungo andare, provoca lo sviluppo di carie nonostante le attenzioni prestate alla pulizia dei denti. Infine è meglio optare per un’efficace opera di prevenzione, così da evitare la stessa formazione delle carie. Innanzitutto è bene seguire una dieta equilibrata e in secondo luogo si consiglia sottoporre i bambini a regolari o periodici esami dentali per verificare se si sta verificando un decadimento incipiente di qualunque tipo. In questo modo è possibile intervenire tempestivamente per correggere e stabilizzare la situazione invece di dover effettuare successivamente un’otturazione.

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Quali sono le fasi della carie dentale?

Le carie dentarie sono un problema che puoi risolvere senza troppe difficoltà. Noi del Centro Odontoiatrico IDEA sappiamo come aiutarti.

Innanzitutto quando si parla di carie dentarie bisogna essere precisi. Se ti sei accorto della loro presenza in maniera asintomatica, ossia se la loro esistenza non ti causa alcun dolore, allora puoi curarle senza troppe difficoltà e soprattutto senza dover spendere troppo denaro.

Se però purtroppo sono fonti di dolore allora dovrai prepararti ad una soluzione più dispendiosa. In quest’ultimo caso infatti è necessario devitalizzare il nervo. Fatta questa necessaria premessa, si può passare al nocciolo della questione.

Le carie rappresentano un’infezione comune dei denti che attraversa delle fasi precise. Conoscerle significa sapere entro quanto agire e se il tuo disturbo è già in una condizione progredita o meno. In altri termini puoi capire se devi preoccuparti oppure no, consapevole però che qualsiasi malattia non vada mai trascurata.

Inoltre conoscere gli stadi precisi di una carie significa anche imparare ad avere una corretta igiene dentale e adattare strategie precise per evitare di incombere in situazioni spiacevoli.

 

Le fasi delle carie dentarie

I nostri denti sono ricoperti da uno strato di calcio detto smalto. Si tratta della sostanza più dura di tutto il nostro organismo. La carie dentaria è un’infezione che aggredisce lo smalto tramite un processo detto demineralizzazione.

Se ti stai chiedendo come è possibile che un qualcosa di così tosto possa danneggiarsi, è presto detto. La fase primaria di questa infezione trae origine dalla cosiddetta placca dentaria. Inutile tentare di capire quanto se ne stia formando nella tua bocca. Questa sostanza purtroppo è invisibile ai nostri occhi.

Tuttavia puoi imparare a comprendere il motivo per cui si accumula. Ci sono alcuni alimenti, in genere quelli ricchi di zuccheri, che ne causano il rapido sviluppo. Il suo pericoloso ammasso però si verifica se non si usa spesso lo spazzolino ma anche se non si va frequentemente dal dentista, per far sì che questi realizzi una bella ablazione (o più comunemente ‘pulizia dei denti’).

Queste sono dunque due buone abitudini che dobbiamo adottare. La prima fase delle carie dentarie dunque parte al di sotto di questa placca batterica. Sono questi batteri che per riprodursi, danneggiano la nostra bocca.

Nel primo stadio la carie apparirà con un colore marroncino. Se noti questa chiazza sui tuoi denti, dovresti subito porvi rimedio. In questo caso si parla di carie superficiale. Se la trascuri infatti avrà modo di aggravarsi. Il passaggio da una fase ad un’altra è abbastanza rapido.

Nel secondo caso l’infezione perde la sua natura asintomatica ossia comincia a causare dolore. Il motivo sta ancora una volta negli zuccheri o meglio nella loro fermentazione. Infatti se trascuri la loro presenza fra i tuoi denti, andranno incontro a questo processo.

Tutto ciò causa la produzione di particolari sostanze molto acide, che per la loro natura estremamente corrosiva, arrivano a perforare lo smalto. Al di sotto di questo strato è presente una sostanza molto meno resistente, responsabile del naturale color bianco dei nostri denti, nota come dentina.

Puoi intuire senza troppe difficoltà che se la parte più resistente del nostro corpo è stata barbaramente perforata dagli acidi prodotti dagli zuccheri, non sarà troppo complesso per loro distruggere anche una parete così debole.

Le carie dentarie dunque in questa fase arrivano a toccare la polpa, la parte più estrema del nostro dente. Al suo interno si trovano, ben protette, terminazioni nervose e vasi sanguini. Se l’infezione arriva a toccarli arriverà, purtroppo, la sensazione dolorosa tipica delle carie penetranti, ossia quelle per cui ormai si deve procedere alla devitalizzazione.

In questa seconda fase bisogna subito procedere alle dovute cure perché la situazione diventa molto più seria. Vi sono una serie di complicanze cliniche, alcune anche gravi. Il dolore inoltre, in questo secondo stadio, può arrivare a coinvolgere tutta l’arcata indistintamente.

 

E se si trascura una carie dentaria?

Se trascuri una carie dentaria giunta ormai alla polpa, potresti andare incontro a terribili conseguenze.

Tra le patologie più comuni abbiamo l’ascesso. Si tratta di un particolare gonfiore ripieno di pus. Questi è responsabile di arrossamento e gonfiore alle gengive, alitosi, febbre, e in certi casi ingrossamento dei linfonodi.  Questo problema può giungere anche ad un’infezione diffusa, meglio nota come setticemia. Inoltre, più raramente per fortuna, si può arrivare ad un’infezione di tutti i nervi che attraversano il nostro viso.

Tra i denti si può persino arrivare alla creazione di legamenti non naturali che prendono il nome di fistole. Insomma come vedi non c’è alcuna ragione per tergiversare. Non appena si presentano le carie dentarie, indipendentemente dalla loro gravità, bisogna agire, per evitare poi che si propaghino, fino a causare patologie anche gravi.

Noi del Centro Odontroiatrico IDEA ti invitiamo sempre a contattarci, per evitare che si verifichino queste incombenze e donarti un sorriso smagliante e in salute.

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I piercing orali causano infezioni?

I piercing orali, al giorno d’oggi, sono una moda molto diffusa in tutto il mondo. Soprattutto i giovani e gli adolescenti infatti, li usano non tanto per necessità, quanto piuttosto per distinguersi dalla massa e come modo per far emergere la propria personalità e i propri gusti in fatto di tendenze. Questa moda però non sempre viene vista di buon occhio e sono molte le questioni irrisolte che ruotano attorno a tale pratica. In tanti, ad esempio, sono convinti del fatto che i piercing orali siano un pericolo per la salute in quanto causino infezioni. Proprio per tale ragione, noi del Centro Odontoiatrico IDEA ci teniamo a fare chiarezza sulla questione.

 

I piercing orali causano infezioni?

E’ ormai stato appurato che nel soggetto in cui la lingua, le labbra, le guance o l’ugola sono state trafitte da un piercing possono verificarsi cambiamenti nel modo di interloquire, di masticare o di deglutire (in quanto il piercing, anche se in minima parte, andrà ad interferire con le azioni sopracitate). Al contrario però, non è sempre detto che i piercing orali causino infezioni. E’ vero che qualsiasi trauma che comporti la lesione della parte superficiale dell’epidermide o delle mucose orali possa portare all’eventualità che tu contragga un’infezione, ma il rischio non è particolarmente elevato. Infatti, sebbene la cavità orale umana sia sede di milioni di batteri, le mucose orali hanno una capacità eccelsa nel risanarsi e sono propense a guarire piuttosto facilmente, senza alcuna complicazione. Ovviamente è possibile seguire alcuni accorgimenti per eliminare, almeno in buona parte, la possibilità di incorrere in infezioni. Spesso infatti capita che i pazienti contraggano infezioni virali (a titolo d’esempio potremo citare l’epatite B o l’epatite C) che sono correlate a fattori direttamente legati all’igiene del luogo all’interno del quale viene eseguita la pratica di foratura. Se riconosciuta precocemente, un’infezione batterica può essere facilmente contrastata tramite l’assunzione di antibiotici. Nella gran parte dei casi però ciò non avviene e si passa direttamente alla fase che prevede la rimozione del piercing.

 

Cosa devi fare per evitare di contrarre simili infezioni?

Noi del Centro Odontoiatrico IDEA, innanzitutto, ti ricordiamo di eseguire una visita dentistica ed un check-up orale completo ed approfondito prima di farti un piercing orale. Entrambe le operazioni sono particolarmente indicate per valutare le possibili complicazioni che potrebbero insorgere nel tuo specifico caso ed il tuo livello di igiene orale. Quest’ultimo fattore è fondamentale e non deve passare in secondo piano in quanto se non hai una conoscenza delle regole basilari di una corretta igiene orale e se non hai regolarità nella loro applicazione, facendoti un piercing orale sei sicuramente esposto al rischio di contrarre un’infezione. Anche nel caso in cui tu abbia già un piercing nella lingua, nelle labbra o nella guancia, dovrai comunque continuare a fare in modo di mantenere igienizzata la bocca, soprattutto dopo aver consumato i tre pasti principali della giornata. Noi del Centro Odontoiatrico IDEA, inoltre, ti consigliamo di utilizzare, con cadenza quotidiana, un collutorio antisettico o una soluzione salina per il risciacquo.

 

I piercing orali possono rovinarti i denti?

Purtroppo la risposta a tale quesito non può che essere affermativa. I piercing orali, soprattutto a lungo andare, possono rovinarti i denti. Questi accessori infatti sono comunemente realizzati tramite l’ausilio di un materiale metallico particolarmente duro e resistente che viene collocato all’interno di uno spazio estremamente ristretto, nel quale i denti ed i muscoli facciali sono, per loro natura, sottoposti ad un continuo movimento. Ciò può causare piccoli inconvenienti come la rottura parziale di un dente e ferite alla mucosa palatale o al tessuto gengivale.

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Moderni approcci all’ortodonzia

L’ortodonzia è quel settore dell’odontoiatria che si occupa, nello specifico, della diagnosi della cura delle mal-occlusioni e della prevenzione delle stesse.

La correzione delle mal-occlusioni è dunque l’obiettivo principale dell’ortodonzia; tali patologie, nei casi più gravi, hanno come conseguenza l’alterazione degli equilibri tra la stessa struttura dentale e le restanti strutture ossee, tendinee e muscolari che ricevono un’azione negativa sia per quanto concerne la colonna vertebrale che a livello cranico, provocando cefalee fastidiose, gravi disturbi della vista e dell’udito nonché, squilibri posturali.

La metodologia ortodontica moderna non si limita quindi ad un corretto allineamento dei denti ma si pone come principale obbiettivo il raggiungimento di un equilibrio ottimale tra la salute dentale in genere, efficienza della masticazione, estetica e benessere complessivo del paziente.

Denti affollati, protrusi e irregolari hanno rappresentato un problema e conseguentemente un motivo di discussione fin dall’antichità, basti pensare che i primi approcci “medici” risalgono al mille Avanti Cristo. La vera svolta è rappresentata dalla classificazione delle mal-occlusioni del dottor Edward Angle in quanto non c’era solamente una suddivisione delle varie tipologie di mal-occlusione ma per la prima volta veniva offerta una definizione di normocclusione in presenza di una dentatura naturale.

 

– Prevenzione e trattamento ortodontico

È possibile e opportuno distinguere le tre diverse fasi temporali tipiche del trattamento ortodontico.

Fase pre-adolescenziale: riguarda la dentatura da latte e lo scopo di correzione degli squilibri strutturali per arrivare ad uno sviluppo armonico delle arcate dentarie. Questo avviene attraverso metodologie preventive mirate a correggere le cattive abitudini dei bambini quali soprattutto il succhiamento del pollice e del ciuccio.

Fase adolescenziale: si interviene per raggiungere un’estetica del sorriso combinata con un equilibrio funzionale adeguato. Per raggiungere questo obbiettivo, nei casi più gravi, si ricorre a terapie ortodontiche chirurgiche o estrattive.

Nell’ultima fase, quella del paziente adulto, la terapia ortodontica ha l’obbiettivo di creare e ripristinare un complesso estetico adeguato attraverso una capacità occlusiva stabile.

 

– Ortodonzia tradizionale e ortodonzia innovativa: metodi a confronto

La cura ortodontica è finalizzata ad un corretto allineamento di entrambe le arcate dentarie, perciò vengono utilizzati diversi dispositivi (apparecchi per i denti) che attraverso la trazione e la pressione, riescono ad effettuare lo spostamento dei denti.

L’apparecchio tradizionale può essere fisso o mobile e la differenza oltre che per la tipologia di materiali usati, sta nel fatto che il secondo può essere rimosso e messo a piacimento in qualsiasi momento dal paziente, anche se in questo caso, sono gli stessi professionisti a consigliare un numero minimo di ore in cui si dovrà portare l’apparecchio. L’apparecchio mobile è solitamente realizzato in resina acrilica a cui vengono aggiunti viti o ganci metallici. l’apparecchiatura fissa invece è composta da attacchi in metallo o ceramica che vengono fissati direttamente ai denti.

Esistono poi altre tipologie di apparecchi come l’espansore del palato che fissato al palato, lo allarga creando spazio tra i denti e ampliando le vie aeree così da migliorare la respirazione o il cosiddetto Twin Block utilizzato in pazienti con una mandibola posizionata più indietro rispetto alla mascella.

Per un adulto in particolare, non è facile accettare di mettere un apparecchio ortodontico. Questo perché la componente estetica è preponderante e si tende ad associare, nell’immaginario collettivo, la cura ortodontica all’utilizzo di brackets e fili metallici. Negli ultimi anni però la tendenza è cambiata grazie all’utilizzo e alla creazione di un tipo di apparecchio con mascherine invisibili, posto all’interno dell’arcata dentaria attraverso mascherine trasparenti. Le mascherine utilizzate sono di un millimetro e consentono di correggere il mal posizionamento dentale ottenendo un corretto allineamento in tempi brevi. . In riferimento a questo tipo di ortodonzia lo “Centro Odontoiatrico IDEA” offre ai propri pazienti metodi all’avanguardia senza alterare l’estetica.

Il grande vantaggio dell’ortodonzia invisibile è sicuramente riferito all’estetica oltre che riuscire a mantenere, per tutta la durata della terapia, un’adeguata igiene orale. Le mascherine vengono rimosse ad ogni pasto così da permettere il successivo utilizzo dello spazzolino. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla contenzione, cioè la fase della terapia dovei denti si posizionano correttamente sull’osso. La fase della contenzione viene effettuata con la stessa mascherina invisibile usata per il trattamento attivo, la quale garantisce un risultato ottimale, a patto che sia utilizzata per almeno otto ore al giorno (generalmente durante la notte).

Le mascherine trasparenti vengono sostituite ogni tre/quattro settimane e per evitare che diventino un accumulo di batteri, è opportuno pulire anche gli appositi contenitori dove vengono solitamente riposte

Nel Centro Odontoiatrico IDEA troverete un team di professionisti, cortesi e preparati ed una struttura professionale dotata di strumenti e tecnologie all’avanguardia con risultati garantiti nella massima sicurezza, sempre a tutela della salute del paziente.

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Conservativa estetica: a cosa serve?

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La d.ssa Carlotta si laurea nel 2011 con 110 e lode e sia abilita nello stesso anno iscrivendosi all’ordine dei medici e degli odontoiatri di Lecce. Si perfeziona subito dopo in Protesi Fissa seguendo diversi corsi dei relatori più affermati.
Si occupa di Restaurativa Estetica e di Protesi fissa, si contraddistingue per un alta valenza estetica dei restauri eseguiti che sarà in grado di mostrarvi attraverso fotografie scattate durante le varie fasi delle procedure operative.

Con la d.ssa Carlotta effettuerete otturazioni e devitalizzazioni, dai casi più semplici a quelli francamente più complessi.

In presenza di vecchie otturazioni da sostituire o di strutture dentali danneggiate è oggi possibile ricorrere ai cosiddetti restauri dentali.

Grazie al perfezionamento dei materiali l’approccio restaurativo si è evoluto verso soluzioni non solo più sicure rispetto ai tradizionali restauri metallici, ma anche più attente all’estetica del sorriso.

Il compito dell’Estetica Dentale è quello di ripristinare funzionalità ed estetica di un elemento dentario ormai compromesso a causa di carie, fratture, erosioni oppure abrasioni.

Un danno contenuto non richiede una corona dentale, si procede quindi ad un “restauro” che può essere di tipo diretto oppure indiretto.

Restauri diretti

Altro non è che l’otturazione di un dente precedentemente trattato, che ad oggi si esegue con resine composite capaci di offrire un discreto risultato sia sotto il punto di vista estetico che funzionale.

Pur costituendo un ottimo compromesso tra costi e benefici, i restauri diretti sono indicati solo laddove la perdita di sostanza dentale sia di piccola o media entità, mentre non risultano affidabili per il ripristino di denti con cavità troppo estese.

Restauri indiretti

In presenza di consistenti perdite di smalto e dentina sono sempre da preferirsi restauri di tipo indiretto, in quanto una normale otturazione non è in grado di garantire il rispetto morfologico e occlusale che può essere invece raggiunto da restauri indiretti per mezzo dei cosiddetti intarsi dentali.

Realizzati in laboratorio sull’impronta del paziente, gli intarsi dentali risultano infatti di enorme precisione e permettono di rinforzare la struttura del dente conservandone la sostanza (e dunque senza doverli incapsulare se non strettamente necessario), assicurando al contempo durata nel tempo e perfetta resa estetica.

La dott.ssa Carlotta Piccolo, specialista nei restauri diretti ed indiretti del Centro Odontoiatrico iDea, saprà consigliarti l’intervento migliore per raggiungere un risultato eccellente, sia dal lato funzionale che estetico.

Puoi prendere appuntamento chiamando lo studio o compilando il form qui sotto!

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Igiene: pulire l’apparecchio dentale invisibile

Ormai tutti lo sanno, per riallineare i propri denti, e riconquistare un sorriso ideale, il metodo meno invasivo e confortevole sono gli apparecchi dentali invisibili.

A differenza dei comuni apparecchi, la nuova generazione si compone di mascherine trasparenti, che vengono sostituite ogni 3- 4 settimane, e che vengono tolte per poter mangiare e reindossate dopo aver lavato i denti.

Tuttavia senza le cure necessarie le mascherine possono diventare un ricettacolo di batteri pertanto è indispensabile sapere come pulirle a dovere.

La loro manutenzione è davvero semplice ma altrettanto indispensabile per evitare che si facciano cumuli di tartaro all’interno. Inutile dire che la prima cosa da fare è rimuovere le mascherine anche per uno snack, prima di tutto per evitare di danneggiarle e in secondo luogo perché in linea di massima risulterebbe difficile la masticazione.

Da evitare anche fumo e sostanze macchianti come thè e caffè per evitare l’ingiallimento delle mascherine.

Le mascherine vanno sempre pulite prima di essere indossate, per farlo è sufficiente uno spazzolino morbido con il quale le laveremo come facciamo con i nostri denti e risciacquando con acqua tiepida, oppure utilizzando apposite pastiglie per la pulizia.

È indispensabile eseguire sempre questa operazione in modo da eliminare depositi di tartaro internamente alle mascherine che potrebbero danneggiare i nostri denti. C’è comunque da tener presente che le mascherine invisibili di solito vengono cambiate costantemente durante la terapia, ciò garantisce comunque una maggiore igiene e una minore usura.

Fate attenzione inoltre a pulire attentamente anche il contenitore nel quale riponiamo le nostre mascherine nei momenti di non utilizzo.

Vuoi saperne di più sull’ortodonzia invisibile? Prendi un appuntamento!

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Paese che vai, sorriso che trovi!

“Tutti sorridono nella stessa lingua”, diceva Morris Mandel. O almeno così si credeva. Sembra infatti che il sorriso, gesto universale che accomuna e avvicina anche i popoli e le persone più distanti, cambierebbe in base alla cultura della persona che lo fa.

Secondo uno studio svolto dall’Università di Glasgow e pubblicato sulla rivista Proceedings della National Academy of Science, è emerso che, mentre gli occidentali esprimerebbero in modo più chiaro, con i movimenti del viso, l’emozione che provano, gli orientali avrebbero espressioni meno facilmente interpretabili. In particolare, sarebbe emersa una evidente differenza nel modo di sorridere: gli occidentali metterebbero in azione tutti i muscoli del viso, soprattutto quelli della bocca, mentre gli orientali si esprimerebbero principalmente con gli occhi.

Non solo, il sorriso avrebbe funzioni e significati differenti a seconda della cultura di riferimento. In Giappone, ad esempio, è emerso che gli impiegati sorriderebbero al proprio superiore solo per nascondere un turbamento. Nei Paesi orientali il sorriso sarebbe legato alla gerarchia sociale e servirebbe a negoziare il proprio status o ad esprimere gratificazione al proprio interlocutore.

Nei Paesi occidentali, invece, e soprattutto in quelli con una storia di forte migrazioni e mescolanza di diverse culture ed etnie, il sorriso esprimerebbe prevalentemente piacere e disponibilità verso l’altro, e la sua funzione principale sarebbe quella di rafforzare i legami sociali. Insomma, quando avete voglia di sorridere, ricordate sempre di pensare al Paese della persona alla quale lo state facendo perché, come si dice: “Paese che vai, sorriso che trovi”!

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