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Le regole per scegliere il dentista

Girovagando per la rete si trovano molti consigli, suggerimenti e scorciatoie, che si suppongono utili per la scelta del dentista.

Le abbiamo cercate, lette ed esaminate, ed abbiamo fatto una nostra lista, da dentista a paziente, per darti un aiuto nella tua ricerca.

 

1. Non cadere nella trappola del turismo odontoiatrico verso i paesi dell’Est. 
Un viaggio in Croazia con la promessa di rimettere in sesto la bocca in breve tempo e con una spesa irrisoria? Meglio lasciar perdere. I danni possono essere anche molto gravi e, a volte, irreversibili.

2. Rivolgiti a un odontoiatra che sia veramente tale.
Come? Verificando che sia iscritto all’ordine dei medici e degli odontoiatri (www.fnomceo.it, ricerca anagrafica). Così non si rischia di avere a che fare con un dentista “abusivo”.

3. Stai attento al livello di igiene generale.
Dalla pulizia dei locali, alla poltrona sulla quale ci si siede, al fatto che il medico indossi guanti e mascherina e, soprattutto, utilizzi un kit per la visita personalizzato (quindi sterilizzato e imbustato), che viene aperto ex novo davanti al paziente.

4. Valuta l’importanza che il dentista dà all’igiene orale.
Il dentista che si informa sul nostro livello di igiene orale quotidiana e ci consiglia di conseguenza, non deve essere percepito come un noioso odontoiatra che non sa fare altro che “scocciarci”. Anzi, è proprio questo l’atteggiamento di un professionista serio che ha a cuore la tua salute orale e la durata dei tuoi manufatti protesici.

5. Non lasciarsi sedurre da proposte miracolose.
L’odontoiatra che ci promette il miracolo e cioè, per esempio, una bocca fantastica con denti smaglianti, deve destare sospetto, soprattutto se ci promette una soluzione del tutto indolore in tempi rapidissimi. Ci sono protocolli che indicano la durata minima dei trattamenti in funzione di problematiche legate alle tecnologie adottate e ai tempi biologici di risposta.

6. Controlla che il dentista usi le giuste attrezzature.
Il dentista deve effettuare le prestazioni di tipo restaurativo come le otturazioni, le devitalizzazioni e la cementazione delle protesi adesive utilizzando la diga in gomma. Anche se un po’ scomoda per il paziente, garantisce migliori risultati, più duraturi nel tempo.

7. Pretendi che venga stilato un preventivo chiaro e dettagliato.
Se l’odontoiatra ti appare confuso e impreciso, cambia professionista. La spiegazione deve essere sempre chiara ed esaustiva con risposte a eventuali dubbi.

Voi che regole avete?

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Fluoro nei dentifrici? Nulla di preoccupante

Il Fluoro è il minerale che aiuta a prevenire la formazione della carie e a rinforzare lo smalto. Come quasi tutte le sostanze chimiche o naturali, in dosi eccessive fa male. Il rischio, dunque, non è legato al fluoro, ma alla quantità assunta.

 

Fluoro? Sì alle giuste dosi

Gli studi a supporto dell’efficacia del fluoro, nei limiti ammessi dalla legge, hanno una letteratura vasta di almeno 50 anni. Anche l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, approva e supporta l’utilizzo del fluoro come profilassi, nelle dosi stabilite. Il Comitato scientifico cui si appoggia la Comunità europea per i prodotti di consumo, nell’ultima opinione, sulla base della letteratura disponibile a riguardo della sicurezza del fluoro per bambini con meno di 6 anni, afferma che la concentrazione massima di fluoruro ammessa nei dentifrici non costituisce un problema.

Quali rischi per i bambini?

L’eccesso di fluoro può provocare una degenerazione dello smalto dei denti. È un rischio abbastanza remoto, che riguarda principalmente i bambini entro i 6 anni di età, sottoposti a sovradosaggio cronico. L’apporto di fluoro deriva da molteplici fonti: oltre ai dentifrici, acqua e integratori.

Come scegliere il dentifricio giusto

L’importante è scegliere il dentifricio adatto alle diverse fasi di crescita del nostro bambino.

  • Da 0 a 3 anni senza dentifricio, pulizia solo con spazzolino e acqua fatta dai genitori.
  • Da 3 a 6 anni dentifricio con 500 ppm, pulizia fatta da soli sotto la supervisione di un adulto
  • Bambini oltre i 6 anni e adulti dentifricio con 1350-1500 ppm

Fondamentale il dosaggio: non coprite tutta la setola dello spazzolino, ma utilizzate al massimo una quantità equivalente a un pisello. Dosatelo voi al vostro bambino, almeno fino a 6 anni, perché questi dentifrici sono dolci e aromatizzati e i piccini sono portati ad abusarne.

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Denti gialli: chi sono i colpevoli?

Tutti sappiamo che il fumo, oltre ad essere dannoso per la nostra salute, rovina progressivamente il nostro sorriso, macchiando ed ingiallendo i nostri denti. Ma è l’unico responsabile di quelle brutte macchioline gialle? Scopriamo insieme i “Soliti sospetti”

Caffè nero

Il caffè è di sicuro uno degli alimenti che fa più ingiallire i denti a causa del suo caratteristico colore scuro. Questo perché lo strato superficiale dei denti è molto poroso e, di conseguenza, assorbe facilmente questi alimenti e il loro colore.

Molte persone possono credere che il tè provochi meno macchie sui denti del caffè, ma non è del tutto vero. Alcune varietà di tè possono ingiallire i denti più del caffè. Il tè contiene delle sostanze chiamate tannini che sono i responsabili delle macchie sui denti. La maggior parte dei tè, però, ha molti benefici per la salute, quindi non vale la pena eliminarli dall’alimentazione. La cosa migliore in questo caso è scegliere varietà di tè più chiari oppure aggiungere del latte.

Salsa di soia

Anche le salse di colore scuro, come quella di soia, che vengono utilizzate per condire gli alimenti possono macchiare i denti e farli ingiallire. Questi tipi di salse solitamente conferiscono un sapore delizioso alle pietanze, ma l’ideale è di utilizzarle solamente di tanto in tanto. La regola dice che se un alimento macchia gli indumenti o i tappeti, allora può anche macchiare i denti.

Salsa di pomodoro

La salsa di pomodoro che tanto ci piace sugli spaghetti o su altri piatti può far ingiallire i denti. Questo perché contiene acidi in grande quantità che possono erodere e macchiare i denti. Il trucco che molti consigliano per ridurre gli effetti della salsa di pomodoro è di mangiare prima un antipasto a base di spinaci o broccoli.

Mirtilli

I mirtilli sono uno dei migliori alimenti per la salute grazie all’elevato contenuto di antiossidanti. Tuttavia, il colore blu scuro dei mirtilli può lasciare macchie sui denti difficili da eliminare. Di conseguenza, vi consigliamo di risciacquare bene i denti subito dopo aver consumato mirtilli. Un buon trucco consiste nel lavarsi i denti con un po’ di bicarbonato di sodio e un po’ di limone.

Barbabietola o rapa rossa

Tutti sanno che la barbabietola o rapa rossa ha un colore caratteristico ed intenso che può macchiare i denti, specialmente quando viene consumata in forma di succo. Visto che comunque è un alimento che fa molto bene alla salute, l’ideale è lavare bene i denti dopo averla mangiata in modo da evitare che perdano il loro bianco naturale.

Curry

Il colore rossastro e giallo del curry in polvere è responsabile dell’ingiallimento dei denti. Nonostante questo, non vi rinunciamo e continuiamo a consumarlo per godere delle sue meravigliose proprietà per la salute. Per ridurre l’effetto negativo sui denti, l’ideale è fare degli sciacqui con l’acqua e poi lavare i denti.

Vino rosso

Il vino rosso contiene antiossidanti e altre sostanze come il resveratrolo, che fa molto bene alla salute del cuore, previene l’invecchiamento prematuro, il cancro e altre malattie croniche. Tuttavia, non è tanto amico dei denti per il suo colore scuro che può appunto macchiare e conferire un tono giallognolo al vostro sorriso.

Non dimenticate che…

In ogni caso, potete ridurre gli effetti sui denti risciacquando per bene la bocca subito dopo aver assunto gli alimenti citati. Tuttavia, tenete conto che lavare i denti dopo pranzo o cena potrebbe aggravare il problema, in quanto alcuni alimenti acidi possono ammorbidire lo smalto dei denti fino a mezz’ora dopo essere stati ingeriti. Di conseguenza, l’ideale è aspettare almeno un’ora prima di lavare i denti e fare degli sciacqui.

 

 

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Come funziona lo sbiancamento dentale?

Il sorriso è una delle componenti più importanti del nostro corpo e una dentatura perlata, con un colore chiaro e brillante, può essere una delle più importanti chiavi vincenti relazionali.

Cosa accade quando, dopo anni di mangiare, fumare, bere caffè, vino e tè, i denti perdono la loro brillantezza?

Per far ritornare il sorriso di un color bianco brillante, il dentista possiede un’ampia varietà di tecniche. La semplice e meno invasiva sembra essere quella riferibile alla procedura di sbiancamento, sicura, facile da usare e più accessibile anche sotto il profilo economico.

Ma come funziona lo sbiancamento dei denti?

Prima di tutto, occorre chiarire che la risposta non potrà che essere personalizzata dal dentista di nostra fiducia. Pertanto, il metodo più appropriato di sbiancamento dentale verrà scelto di volta in volta sulla base delle caratteristiche dei pazienti: i principali trattamenti includono tuttavia lo sbiancamento con l’uso di luce ultra violetta e gel sbiancante.

Le molecole del gel riescono ad entrare nei minuscoli pori dello smalto e della dentina, rompendo le macchie che “bloccano” la luce. Man mano che le macchie vengono frammentate, la luce riesce a penetrare in maggiore ampiezza attraverso i denti, con l’impressione che siano più chiari.

Per caratteristiche estetiche, le macchie più facili da trattare sono quelle colore giallo, o lievemente marrone. Di contro, i denti con colorito marrone scuro o grigio-blu sono i più difficili da trattare, poiché indicanti una macchia profondamente radicata nella struttura del dente (di norma, tali macchie sono causate da farmaci assunti negli anni, come la tetraciclina, e possono richiedere un minimo di tre settimane per “debellarle”).

A seconda dello gel sbiancante utilizzato e del tempo di posa, i risultati possono essere visibili già dalla prima ora, la notte successiva, o entro 3-4 giorni.

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Filo interdentale: come sceglierlo ed usarlo!

 

Il filo interdentale permette di rimuovere placca e residui di cibo dove lo spazzolino non arriva, ovvero sotto il margine gengivale e tra i denti. Il filo interdentale va usato tutti i giorni cosi da evitare formazione di carie e disturbi gengivali, specialmente prima di andare a letto.
Esistono in commercio due tipologie di filo tra cui scegliere: Filo di Nylon (multifilamentare) e Filo PTFE (monofilamentare).
Il filo di Nylon è composto da più filamenti e proprio per questo è più facile che si spezzi o che si sfaldi, specialmente tra denti molto stretti. Tale filo è disponibile con o senza cera e in vari gusti. Il filo PTFE è composto da un solo filamento, ha una resistenza maggiore e risulta perciò più costoso.
Esiste anche il filo interdentale fatto di seta ed è del tipo multifilamentare, poichè è fatto di seta naturale è biodegradabile ed ecologico.
Il filo interdentale cerato scivola più facilemente anche tra gli spazi interdentali stretti, però non riesce a rimuovere la placca quanto quello non cerato.

Per passare correttamente il filo interdentale, segui questi 3 passi:
1. Avvolgere il filo intorno ai medi.
2. Usare pollice e indice per guidare il filo tra i denti.
3. Avvolgere il filo interdentale intorno ai lati di ogni dente in una forma a “C”: in questo modo si raggiunge lo spazio tra gengive e denti.

Di seguito alcuni consigli supplementari:
4. Mentre si passa il filo interdentale, controllare le gengive allo specchio: dovrebbero essere compatte e rosate. Se sono arrossate, gonfie o sanguinanti, andare dal dentista.
5. Non spaventarsi se le gengive sanguinano. L’uso del filo interdentale può migliorare la salute delle gengive e farle smettere di sanguinare.

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Vip senza denti: ecco come sarebbero!

Complice photoshop, abbiamo scoperto quanto conta un bel sorriso per rendere completa una persona.

E se non ci credete, basta guardare come cambiano i VIP se vengono tolti i loro perfetti sorrisi!

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Il sorriso e una bella dentatura sono il biglietto da visita di ogni persona, fondamentali per presentarsi al meglio, guardate cosa succederebbe se alcune delle donne più belle del mondo perdessero la perfetta dentatura che sfoggiano ogni giorno!

Dopo aver visto quanto incide l’aspetto della bocca e dei denti sulla bellezza, non perdere tempo e prenditi cura di te!

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Come lavare bene i denti in 5 mosse

Lavarsi i denti è uno dei gesti più semplici che puoi compiere per mantenere denti e gengive in buona salute, e una volta appresa una tecnica di spazzolamento corretta, con un po’ di pratica ogni giorno ti sembrerà presto del tutto naturale.

Per un corretto spazzolamento sono necessari due minuti, utilizzando la tecnica raccomandata: spazzola per 30 secondi ogni quadrante della bocca (in alto a destra, in alto a sinistra, in basso a destra e in basso a sinistra), mattino e sera. 

Definiti i tempi, non ci resta che predisporre il nostro piano di attacco al tartaro e alla placca, in 5 semplici mosse:

1° passaggio: inizia con le superfici esterne e interne. Tieni lo spazzolino a un angolo di 45 gradi ed effettua brevi passate lungo il dente, partendo dalla linea gengivale. Assicurati di pulire anche i denti posteriori.

2° passaggio: è il momento di passare alle superfici di masticazione. Muovi lo spazzolino avanti e indietro lungo queste superfici, mantenendolo piatto.

3° passaggio: una volta raggiunta la superficie interna dei denti anteriori, inclina lo spazzolino in verticale e sfrega delicatamente in su e in giù con la punta dello spazzolino.

4° passaggio: spazzola delicatamente lungo la linea gengivale.

5° passaggio: spazzola la lingua da dietro in avanti per rimuovere i residui di cibo e i germi responsabili dell’alitosi, per un alito più fresco.

 

Due minuti la mattina, due minuti la sera, cambio regolare dello spazzolino: è tutto quello che serve per gettare le basi di una bocca sana!

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Apparecchio per i denti, ma a che età?

Il problema dei denti storti è molto sentito, non solo dai ragazzi, ma anche dai genitori.

Ma quando è necessario mettere l’apparecchio? Quali sono i casi più gravi di malocclusione? Come intervenire?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza, ma ricordiamo sempre che il modo migliore per conoscere il giusto percorso terapeutico è quello di consultare uno specialista.

 

L’apparecchio ortodontico serve anche quando ci sono ancora i denti da latte?

Non c’è una risposta assoluta, in alcuni casi è bene iniziare ad intervenire anche prima della caduta di tutti i denti di latte, ma solo in casi in cui i denti storti siano sintomo di problemi più seri alla mandibola o alle arcate dentali.

Come saperlo?

L’unico modo è iniziare a sottoporre a controlli i bambini già dall’età prescolare, senza ansi e paranoie, ma con una prima visita da uno specialista di fiducia, che decida poi la necessità o meno di visite frequenti al posto di regolari controlli.

A cosa serve l’apparecchio ortodontico in pazienti così piccoli?

A correggere problemi che non hanno a che fare solo con i denti storti, ma ad esempio con il morso incrociato, o con uno sviluppo non corretto delle arcate dentali, che potrebbe rappresentare in futuro un problema.

E nei pazienti pediatrici più grandi?

In base alla situazione si può valutare la terapia, se apparecchio mobile, fisso o i nuovi apparecchi invisibili.

 

La cosa sicura è che nessun caso è uguale agli altri. L’esperienza del dentista aiuta a tracciare un piano terapeutico, e quindi prima i bambini prendono confidenza con il dottore meglio verrà affrontato il percorso.

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5 cattive abitudini che rovinano i tuoi denti

I denti sono molto delicati e la loro funzione principale è la masticazione, ed ovviamente fanno parte del look personale. Per tenerli sempre sani bisogna curarli, lavandoli tutti i giorni (mattina e sera) e dopo ogni pasto soprattutto quando si mangiano i dolci, che causano la formazione delle carie. Tuttavia in questa guida ci occupiamo delle cattive abitudini che spesso danneggiano i denti. Noi ne abbiamo individuate 5 e di seguito ci apprestiamo ad elencarle

1) La prima abitudine dannosa per i denti è di masticare a lungo i chewingum; infatti tendono ad irritare le gengive, ad indebolire le mascelle e soprattutto i molari che si trovano ai lati.
2) Molte persone, soprattutto coloro che amano mangiare prodotti che macchiano come ad esempio liquirizia, caffè o fumo, cercano di pulire i denti con prodotti acidi. Questi ultimi sono invece da evitare poiché potrebbero danneggiare le gengive e soprattutto bruciare le radici, provocando fastidiosissime nevralgie.

3) Utilizzare gli stuzzicadenti per rimuovere il cibo che si addensa tra gli interstizi dentali. L’operazione va invece fatta con un filo interdentale, e se non c’è la possibilità di farlo subito perché ci si trova fuori casa, allora conviene solo lavarli e poi con calma la  sera, provvedere alla pulizia dettagliata.
4) La quarta cattiva abitudine soprattutto per chi si occupa di lavori di elettricità, è di utilizzare i denti come utensile per spellare i fili, con il rischio di indebolirli, scheggiarli e rimuovere lo smalto che li protegge.

5) La quinta cattiva abitudine che tende a danneggiare i denti è di utilizzare prodotti non appropriati per la sbiancatura; infatti, molte persone usano il bicarbonato di sodio per quest’operazione. Con questo prodotto, appaiono più bianchi ma tuttavia bisogna tener presente che si tratta di una sostanza abrasiva, che rimuove la placca naturale che funge da protezione allo smalto dentale.

Insomma, attenti a come trattate i vostri denti!

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Come avere un sorriso smagliante per il tuo “Si!”

Nel giorno del matrimonio tutti le attenzioni sono per la sposa, che ci si aspetta splendida, raggiante e soprattutto sorridente nel suo abito bianco.

Per questo è importante arrivare al giorno del sì, con un sorriso curato, armonioso, luminoso.
Se il tuo sorriso è un po’ spento, segnato dal fumo o dai caffè, il dentista può aiutarti.

Ecco alcuni esempi di trattamenti in grado di restituirti un sorriso candido da far invidia al tuo abito da sposa

Sbiancare i denti, agendo su tutti oppure solo su quelli meno luminosi, per uniformare il colore del sorriso che è il primo elemento che balza agli occhi.

Sostituire le otturazioni di vecchia data e di colore non perfetto poiché oggi è possibile fare “otturazioni estetiche invisibili” che si mimetizzano perfettamente con il resto del dente.

Faccette dentali o additionals: sono dei sottili “gusci” di ceramica che possono essere applicati sui denti e permettono di risolvere inestetismi come denti di forma non corretta, spazi tra i denti, macchie o difetti del colore.

Se non sei sicura di quale metodo sia più adatto, di quali risultati puoi ottenere o semplicemente vuoi avere qualche informazione in più, contataci: i nostri dentisti ti aiuteranno a ritrovare il tuo sorriso più bello per dirgli “Si!”

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