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Qual è l’età migliore per usare l’apparecchio per i denti?

L’ortodonzia è quella branca della medicina che si occupa del riallineamento dei denti, consente di restituire al sorriso la sua bellezza naturale, andando a correggere eventuali disallineamenti degli elementi dentali che causano mal occlusione, occlusione incrociata, o più semplicemente denti sporgenti oppure larghi. Intervenire per allineare i denti non è semplicemente questione di estetica, dal disallineamento possono nascere numerose patologie che recano problemi più o meno gravi.

Perchè intervenire con l’apparecchio?
Dal disallineamento dei denti come abbiamo visto derivano problemi non solo estetici ma anche funzionali. Il riallineamento comporta una cattiva masticazione ed un’ errata occlusione della bocca, porta il soggetto che presenta questo problema a sforzare eccessivamente i muscoli mandibolari, inoltre può causare giramenti di testa, mal di collo, un’errata postura, tutte patologie che impediscono una vita serena e tranquilla. Non sono solo questi i possibili sintomi di uno scorretto posizionamento degli elementi dentali, tra quelli che si verificano maggiormente abbiamo delle ricorrenti infezioni alle gengive, ma anche parodontite, con conseguente rischio di perdere i denti. Più si avanza con l’età più è difficile intervenire.

A che età si consiglia di indossare l’apparecchio
La possibilità di incorrere crescendo ad un disallineamento dei denti, è già visibile tramite opportuni strumenti o lastre in un’età compresa tra i 5-7 anni, dove i vari elementi se pur non già presenti nel cavo orale sono nascosti all’intero delle gengive. Un buon odontoiatra saprà , infatti, accorgersi della presenza di un numero eccessivo di elementi che cresceranno all’interno del cavo orale oppure della scorretta posizione che andranno ad assumere quando sarà il momento in cui spunteranno nella bocca del bambino. Grazie ad una panoramica che diagnostichi precocemente il problema futuro sarà più facile intervenire attraverso l’ortodonzia, eliminando il problema in tempi brevi e con risultati ottimali. In genere infatti viene consigliata una visita dal dentista a partire dai 5 anni, cosi’ da essere sicuri che il cambiamento dei denti decidui si stia svolgendo nel modo corretto, e che i denti che occuperanno il posto successivamente siano in buone condizioni, e posizionati nel modo giusto.

A che età intervenire.
Nel caso in cui sia necessario ricorrere ad un apparecchio, perché è presente un numero maggiore di elementi nella bocca, oppure perchè quelli presenti stanno assumendo una posizione non corretta, l’età pre-adolescenziale è quella che l’odontoiatra indica come più giusta. Il motivo di tale scelta sta nel fatto che a quell’età le ossa mandibolari non sono ancora completamente calcificate, perciò appare più semplice intervenire per riallineare i denti, risparmiando un’intervento doloroso al ragazzo.

La diagnosi precoce consente di intervenire proficuamente per evitare l’utilizzo dell’apparecchio, ma nel caso in cui fosse indispensabile, si consiglia l’uso nell’età adolescenziale. Prima dello sviluppo le ossa consentono di essere modellate attivamente senza arrecare un dolore eccessivo al bambino, cosa che non accade se si interviene in età avanzata, procurando fastidi notevoli, anche nello svolgimento delle attività quotidiane. Un corretto allineamento è indispensabile affinché si possa condurre una vita sana.

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10 consigli per ridurre il dolore dell’apparecchio

Un sorriso bello e sano ci permette di sentirci bene con noi stessi e col nostro corpo, oltre a metterci a nostro agio nelle quotidiane relazioni sociali. La scienza ortodontica, ad oggi, consente a tutti di intraprendere un personale percorso di trattamento per mezzo dell’apparecchio ortodontico, al fine di raggiungere i migliori risultati possibili; percorso che, tuttavia, può rivelarsi lungo, ed essere causa di disagi e di dolore. Fortunatamente, il più delle volte si tratta di sofferenze e fastidi temporanei, e per i quali esistono alcuni rimedi.

Il Centro Odontoiatrico IDEA vuole quindi offrivi alcuni consigli per ridurre il dolore dell’apparecchio.

Impacchi di ghiaccio e alimenti freddi
Il freddo, com’è noto, ha il benefico effetto di aiutare a ridurre dolori, gonfiori e infiammazioni che si manifestano presso qualsiasi parte del nostro corpo. Ciò vale, dunque, anche per la nostra bocca: applicare impacchi di ghiaccio nell’area interessata dal dolore, oppure introdurre direttamente nella bocca cold drinks o un semplice gelato, sono le prime due semplici soluzioni per intervenire sui dolori causati dall’apparecchio.

Evitare alimenti duri da masticare
Le gengive e i denti possono diventare più sensibili quando si indossa l’apparecchio; ciò accade soprattutto dopo che le parentesi graffe sono state strette. Se si è appena di ritorno dal proprio dentista, sarebbe meglio evitare di sottoporre ad ulteriore stress denti e gengive, masticando cibi croccanti o duri. In attesa che il dolore faccia il suo naturale corso e si calmi, è più opportuno ricorrere a frullati, yogurt, zuppe e tutti quelle pietanze più facili da masticare.

Evitare alimenti acidi
Alimenti e bevande acide, in particolar modo gli agrumi, gli alcolici e le bevande gassate. Questi alimenti potrebbero indurre ulcere della bocca e ulteriori irritazioni alla cavità orale.

Anestetici locali
Vi sono, tra i gel da banco, alcuni che hanno effetto come anestetico e analgesico locale. È possibile rivolgersi al proprio dentista o al farmacista per avere specifici suggerimenti su come applicare questo gel nel modo più corretto.

Risciacqui con acqua salata
Il sale aiuta a curare eventuali ferite e piccoli tagli causati dall’apparecchio. Diluire e lasciar sciogliere un cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida, e con questa fare dei lunghi risciacqui, più volte al giorno, può aiutare a lenire il dolore.

Massaggiare le gengive
Fare una lieve pressione sulle gengive con le dita, accompagnando il gesto con un movimento circolatorio, può aiutare a rilassare i tessuti, alleviando il dolore e rendendo le parentesi graffe appena strette più comode.

Anelli di dentizione refrigerabile
In farmacia è possibile trovare questi anelli, che, sebbene comunemente si credono utili solo per i bambini in fase di dentizione, in realtà risultano molto utili per affrontare i dolori causati dall’apparecchio. Questi anelli vanno dapprima refrigerati, per poi essere masticati delicatamente con i denti sui quali insiste il dolore.

Spazzolino e dentifricio
Come abbiamo più volte detto, durante l’uso dell’apparecchio ortodontico le nostre gengive e i nostri denti si fanno più sensibili. Sul mercato esiste una vasta scelta di dentifrici per denti sensibili che sarebbe opportuno preferire a quelli standard. Un ulteriore acquisto da fare è quello di uno spazzolino a setole morbide, che riduce al minimo il rischio di causare ulteriori irritazioni durante lo spazzolamento.

Cera ortodontica
Sempre in farmacia è possibile trovare un buon alleato contro i fastidi dell’apparecchio. La cera ortodontica, infatti, lenisce le irritazioni non solo delle gengive, ma anche delle guance e delle labbra. La cera và applicata al metallo, al fine di ridurre l’irritazione che causa alla bocca.

Antidolorifici da banco
Se il dolore è troppo intenso, oppure tutti i precedenti consigli non hanno dato i benefici sperati, si può prendere in considerazione la possibilità di ricorrere ad antidolorifici da banco, come l’ibuprofene. Ovviamente, si tratta dell’ultima soluzione cui fare ricorso, e da prendere solo dopo aver consultato il proprio dentista riguardo il dosaggio e la durata di questo trattamento.

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Vivere con il diabete: problemi di denti e gengive da tenere in considerazione

Tra le tante problematiche legate alla malattia diabetica, la parodontite è una delle conseguenze più serie e fastidiose. Non è un’esclusiva dei diabetici ma in questi pazienti è molto frequente, al punto che spesso è l’odontoiatra stesso a sospettarne la presenza. Una cattiva qualità delle gengive, una parodontite recidivante può suggerire al dentista una malattia diabetica di base, inducendolo ad informare il paziente ancora inconsapevole e consigliandogli i dovuti accertamenti.

La parodontite è una malattia infiammatoria di origine batterica, che se non curata causa la distruzione dei tessuti di sostegno ai denti. E’ conosciuta anche come “Piorrea” ed è l’incubo della senescenza, essendo la causa principale dell’edontulia.

Il diabete è causa di una scarsa risposta immunitaria verso i batteri che compongono la placca dentale. La conseguenza è un’infezione cronica delle gengive, sulle quali si formano tasche patologiche che si riempiono di residui di cibo, i quali contribuiscono ad aggravare una situazione già in sè compromessa. Se non curata, l’infiammazione si estende ai tessuti ossei sottostanti, causandone il riassorbimento che impedirà poi una protesizzazione ottimale, una volta che i denti saranno caduti. Infine i batteri raggiungono il letto ematico e possono essere causa di malattie sistemiche o infettare organi anche a distanza, in seguito al trasporto tramite il flusso sanguigno.

Il diabete è una malattia cronica, in seguito alla quale il paziente deve modificare il proprio stile di vita, la propria alimentazione, il moto ed essere giustamente monitorato da specialisti in un’ottica di prevenzione e cura delle problematiche collaterali.

In Italia quasi 4 milioni di persone soffrono di diabete di tipo 2 e il numero è destinato ad aumentare. Inoltre si stima che il 10% della popolazione compresa in una fascia di età che va dai 20 ai 79 anni è affetta da disturbi metabolici del glucosio (stato prediabetico).

Noi del centro IDEA sappiamo bene che vivere con il diabete può essere molto complicato e per quanto ci riguarda abbiamo elaborato dei protocolli di massima, tesi alla diagnosi tempestiva e alla prevenzione di problemi di denti e gengive tipici della categoria. Ovviamente ogni paziente è un individuo a parte, risponde diversamente da un altro alle cure e alle terapie, ma esistono dei fattori comuni da tenere in considerazione.

In genere un diabetico ha bisogno di 3/4 controlli odontoiatrici annuali. Una parodontite può evolvere molto più rapidamente rispetto ad un individuo normale, per cui va aggredita tempestivamente, in seguito ai primi sintomi.

La SIDP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia) riferisce che i diabetici hanno una possibilità tripla di contrarre infezioni gengivali e parodontiti rispetto a individui normoglicemici, oltre che rispondere poco e male alle terapie, specialmente se i livelli ematici di glucosio e di emoglobina glicata, risultano difficili da controllare.

Di contro chi è affetto da forme gravi di parodontite, è più esposto al diabete e controlla con più difficoltà anche un’iperglicemia semplice. In altre parole la parodontite recidivante può essere causa o conseguenza del diabete.

Una regolare e periodica visita odontoiatrica di controllo, rappresenta un valido mezzo per la prevenzione e la diagnosi tempestiva anche di forme prediabetiche.

Il ruolo dell’odontoiatra è sostanzialmente rilevare un’eventuale attinenza tra una parodontite e il disturbo metabolico, specialmente in soggetti a rischio come familiari di diabetici, ipertesi, dislipidemici o donne che hanno partorito un bambino di peso superiore ai 4 chili.

In casi sospetti, il tempestivo allarme che l’odontoiatra trasmette al paziente esortandolo ad una visita diabetologica, può in molti casi scongiurare la malattia conclamata, rendendo sufficiente il solo adeguamento dello stile di vita. Come dimostrato in numerosi studi clinici, una dieta adeguata, il moto e l’astensione dal fumo, in molti casi sono sufficienti a bloccare l’evoluzione della patologia dallo stato prediabetico al diabete di tipo 2.

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Lʹimportanza della Prevenzione Dentale in gravidanza

Le donne in dolce attesa, nei 9 mesi di gravidanza, vanno incontro a trasformazioni fisiologiche che interessano tutto il corpo: dalle zone più evidenti, come il ventre, a quelle più nascoste, come il cavo orale.

La gravidanza ed il profondo cambiamento ormonale che questo periodo porta con sé, influenzano notevolmente la salute delle gengive e dei denti.

Scopriamo come.

 

Sei incinta? Ecco cosa succede a denti e gengive

Durante i 9 mesi di gestazione il corpo della donna cambia sensibilmente.

Il primo, grande, cambiamento è a carico del sistema ormonale: l’aumento notevole di estradiolo e di progesterone ha come risvolto negativo quello di favorire l’infiammazione della mucosa orale e dei tessuti gengivali, causando la comparsa di gengiviti che, nei casi più gravi, possono provocare una retrazione dei tessuti molli e sfociare in parodontite.

In gravidanza, inoltre, non è raro soffrire di iperemesi gravidica: i frequenti episodi di vomito determinano un costante abbassamento del Ph fisiologico della cavità orale responsabile dell’erosione progressiva dello smalto con una evidente demineralizzazione dei denti; tutto questo rende molto più facile gli attacchi cariogeni da parte dei batteri..

 

La prevenzione dentale in gravidanza a tutela del nascituro

Prendersi cura della salute dei denti non è solo un gesto a vantaggio del proprio benessere, ma è importante anche per proteggere la salute del bambino che nascerà.

Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato più di una corrispondenza tra la salute del cavo orale della mamma e il benessere del piccolo.

Una delle più importanti relazioni evidenziate da queste ricerche è la possibilità di trasmettere i batteri responsabili della carie dalla mamma al bambino, con una gravità tanto maggiore quanto più sono numerose le infezioni dentali.

Oltre a questo, esiste un nesso tra le malattie gengivali sorte o peggiorate durante la gravidanza ed i fenomeni di parto prematuro e di basso peso alla nascita. Il motivo? I disturbi gengivali generano il rilascio di prostaglandine che, in alte concentrazioni, possono favorire il travaglio.

 

Prevenzione dentale in gravidanza: i suggerimenti

Proteggere l’integrità e il benessere della bocca durante la gravidanza è un gesto prezioso per tutelare la propria salute e quella del neonato.

Per questo motivo, il Ministero della Salute invita tutte le donne in dolce attesa a prendersi cura del proprio sorriso con un’alimentazione povera di zuccheri ed un’igiene accurata dei denti, che vanno spazzolati dopo ogni pasto, utilizzando un dentifricio al fluoro e il filo interdentale.

Per prevenire carie e gengiviti durante il delicato periodo della gravidanza, inoltre, è sensibilmente consigliato programmare controlli bimestrali dal dentista, per verificare lo stato di salute del cavo orale e procedere ad una pulizia dei denti professionale.

Se dovesse rendersi necessaria una terapia dentale, invece, il momento migliore per sottoporsi alle cure odontoiatriche è quello che va dalla 14esima alla 20esima settimana di gestazione: è questo il periodo in cui gli organi del piccolo si sono formati e il rischio di aborto è più ridotto.

Ricordati, inoltre, di informare sempre il medico della tua condizione: se sei incinta o stai programmando una gravidanza, il Centro Odontoiatrico Idea saprà consigliarti le migliori terapie per tutelare te e il nascituro.

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Denti sani: 5 falsi miti

Sulla salute dei denti non si scherza: un sorriso intatto e una bocca sana sono elementi fondamentali per il benessere della persona, sia a livello fisico che psicologico. Per questo, è importante non credere alle dicerie che, spesso, popolano il web e che possono confondere i pazienti alla ricerca di risposte.

Ecco 5 falsi miti sul mondo dell’igiene dentale che sfateremo insieme per fare chiarezza.

1. I denti da latte cadono, quindi sono trascurabili
Niente affatto! La salute dei denti da latte dei bambini è un aspetto da curare con attenzione, per garantire ai piccoli una bocca sana anche da adulti. Se i denti da latte cadono troppo presto, o troppo tardi, possono provocare disturbi alla masticazione e intralciare lo sviluppo corretto della dentatura definitiva. Attenzione anche alle carie: un’infezione nel dente da latte, può espandersi e intaccare anche il dente permanente, danneggiandolo fin durante la sua formazione.

2. Se i denti non fanno male, il dentista non serve
Errore! Anche se i denti non creano dolore o fastidio, non si può escludere che in realtà nascondano piccoli disturbi come microfratture, principi di carie, infiammazioni gengivali. Tutti disturbi che, se affrontati con il giusto anticipo, si possono risolvere in modo semplice ed economico, ma che se trascurati possono generare patologie più articolate a cui è più complesso rimediare. Il giusto atteggiamento? Fissare controlli semestrali con il dentista, a scopo puramente preventivo.

3. L’apparecchio dentale è solo per ragazzi
Indossare un apparecchio dentale metallico può creare più di qualche imbarazzo in una persona adulta ed inserita in un contesto lavorativo e sociale. Tuttavia, l’apparecchio ortodontico per allineare denti storti, risolvere una situazione di affollamento o per correggere i problemi di malocclusione è un’ottima idea a tutte le età. Come evitare il disagio di un sorriso metallico? Con apparecchi discreti, come quelli linguali senza attacchi o quelli invisibili e removibili, come le mascherine invisibili (Ortodonzia Invisibile).

4. Lavare i denti troppo spesso rovina smalto e gengive
Niente di più falso! I denti vanno lavati dopo ogni pasto e, almeno, 3 volte al giorno per eliminare ogni residuo di cibo e rimuovere i batteri che possono attaccare i denti. Chi crede di erodere lo smalto spazzolando i denti, forse sfrega troppo vigorosamente o non compie i movimenti corretti che prevedono, lo ricordiamo, di pennellare dalla gengiva verso il dente e di sfregare la superficie masticatoria di premolari e molari. Ultimo, ma non meno importante, non dimenticate le zone interne dell’arcata dentale: è qui, al riparo da occhi indiscreti, che spesso si formano i peggiori accumuli di tartaro. Per una corretta igiene orale domiciliare, poi, non si può far a meno di filo interdentale (tutte le sere) e di collutorio dentale (dopo ogni lavaggio).

5. È normale che le gengive sanguinino un po’
Non è affatto normale che dopo l’igiene orale le gengive perdano sangue, nemmeno in piccole quantità. Dimenticate l’idea che si tratti di un problema di spazzolamento troppo vigoroso: le gengive che sanguinano dopo aver lavato i denti sono un segnale da non trascurare. Possono nascondere un accumulo di tartaro alla base del dente o, peggio, annunciare problemi paradontali. Se le gengive sanguinano, chiamate subito il Centro Odontoiatrico Idea e fissate un controllo con il Dr. Carlo, il nostro esperto Parodontologo: meglio intervenire tempestivamente.

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Quanto costa un impianto dentale?

Fare un preventivo generale per un intervento di implantologia non è possibile e non sarebbe corretto. I costi variano molto in base a diversi fattori e, soprattutto, in base alla situazione personale. Sul prezzo finale incide, principalmente, il tipo di intervento necessario: bisogna prendere in considerazione quanti elementi devono essere impiantati, in quale zona della bocca, perché quelli visibili durante il sorriso devono assolutamente avere una fattura esteticamente impeccabile, valutare inoltre se sussiste o meno la necessità di integrare un processo di rigenerazione ossea.

Inoltre, incidono sul prezzo finale di un impianto dentale il tipo di fixture, o vite, la scelta dei materiali impiegati ed il prestigio, la competenza e la professionalità del dottore che effettuerà l’intervento. Per poter avere un preventivo preciso ed adatto alla situazione personale e specifica, è necessaria una visita preliminare con il parodontologo che, prima di stabilire in che modo operare, prescriverà una radiografia od una TAC, per avere un quadro estremamente preciso della situazione e per decidere in che modo intervenire per ottenere il miglior risultato.

 

Implantologia dentale

L’implantologia è una branca dell’odontoiatria che si occupa di ripristinare singoli elementi, o parte di una dentatura mancante. La caduta di un dente, o la perdita di più denti, può avere molte cause: fisiologiche, traumatiche o patologiche. In tutti questi casi è possibile intervenire e restituire uno splendido sorriso ed una perfetta funzionalità della dentatura.

 

Le possibili cause della perdita di uno o più denti

Tutti sappiamo quanto un bel sorriso contribuisca alla bellezza del viso, sia un ottimo biglietto da visita in tutte le occasioni della vita e sia un elemento estremamente importante per l’autostima. La perdita di uno o più denti può comportare, quindi, problemi a livello pratico, per la masticazione e la relativa nutrizione o per l’articolazione corretta delle parole ma anche, inibire la genuinità e la spontaneità dei rapporti sociali, peggiorando la qualità della vita e creando tensioni e disagi psicologici. Le motivazioni per le quali s’incorre nella perdita dei denti possono essere di tipo fisiologico: un dente curato male o trascurato o che, a causa del naturale processo di invecchiamento, cede e cade. Oppure, esistono i casi di perdita dei denti a seguito di un incidente, un trauma, una caduta o, in ultimo, a causa di una patologia come la piorrea o le gengiviti gravi, tipiche, per esempio, della gravidanza.

 

Si può sempre rimediare alla mancanza di uno o più denti?

Fortunatamente, qualunque sia la causa della perdita di uno o più denti, esiste la soluzione. Basta affidarsi a professionisti qualificati, in parodontologia o implantologia dentale, come i nostri esperti del Centro Odontoiatrico IDEA, per avere un quadro preciso della situazione e tutte le possibili soluzioni.

Grazie all’implantologia è possibile ripristinare i denti mancanti fissandoli direttamente nella porzione di osso sano, tramite un procedimento chiamato osteointegrazione. Questa tecnica innovativa, a differenza dei superati ponti o protesi di vecchia fattura, consente il perfetto ancoraggio dei nuovi elementi e la possibilità di conservare i propri denti sani. Nessun bisogno, quindi, di impietose estrazioni solo per ottenere la possibilità di fissare una protesi. Nel caso delle malattie, od importanti retrazioni gengivali, nessun problema. È possibile sottoporsi, con successo, ad una rigenerazione ossea, in modo da ottenere una sufficiente superficie di supporto per poter applicare i denti nuovi, avvalendosi, anche in questo caso, delle tecnologie moderne. Solitamente, i materiali impiegati per il fissaggio dei denti mancanti, sono costruiti in titanio, un metallo bio-compatibile, che azzera tutti i rischi di reazioni allergiche, immunitarie o la possibilità di rigetto dopo l’intervento.

 

Quali sono i diversi tipi di intervento implantologico?

Gli impianti dentali possono essere personalizzati sulla base delle specifiche esigenze del paziente. È possibile integrare un solo dente, in caso quello originale fosse scheggiato, rotto o caduto per qualsiasi motivo. Allo stesso modo si può intervenire per impiantare più denti, un po’ come si faceva con i vecchi ponti o, addirittura, integrare un’intera arcata dentale o tutta la dentatura, nei casi più complessi.

L’implantologia ha, come primo obiettivo, il raggiungimento dei canoni estetici desiderati dal paziente, quindi si cercherà di ripristinare un sorriso quanto più naturale, sano, accattivante ed affascinante possibile. In questo si cercherà di rispettare la forma della dentatura originaria, per ottenere un risultato piacevole ed estremamente naturale. Com’è comprensibile, in caso di denti mancanti, l’implantologia, oltre che benefici estetici, apporterà anche un netto miglioramento della funzionalità dentale, con un importante miglioramento della qualità della vita. In alcuni casi sarà necessario intervenire prima sull’osso gengivale, soprattutto se danneggiato, per renderlo idoneo a sopportare la radice sintetica. Questo è il tipo di intervento più complesso ma, se praticato da un parodontologo di comprovata esperienza, come il responsabile del reparto di implantologia del Centro Odontoiatrico IDEA, il successo è assicurato.

Nel nostro Centro Odontoiatrico IDEA sapremo sicuramente trovare la soluzione adatta alle tue esigenze, alle tue aspettative, alle tue necessità ed anche alle tue tasche. Del resto, un bel sorriso non ha prezzo, o forse sì, e da noi è accessibile. Contattaci oggi stesso!

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Quanto spesso dovrei vedere un igienista dentale?

La pulizia dentale professionale è una pratica imprescindibile, da effettuarsi almeno semestralmente, per garantire la salute e la bellezza del sorriso. Una buona prevenzione, che comprenda delle visite a cadenza regolare presso un igienista dentale, dà la garanzia di preservare a lungo i propri denti in ottima salute.

 

L’igiene dentale quotidiana non basta

Tutti i dentisti e gli igienisti dentali raccomandano una corretta igiene orale, da insegnare ai bambini fin dalla più tenera età e da conservare, come buona abitudine, per tutta la vita. Questo comprende l’utilizzo di un ottimo spazzolino, manuale od elettrico, almeno due volte al giorno. Inoltre, è sempre consigliabile terminare il lavaggio dei denti con il passaggio del filo interdentale. Quest’operazione serve a rimuovere residui di cibo tra i denti e nel solco gengivale, a prevenire la formazione di placca e tartaro, ad igienizzare tutto il cavo orale, col risultato di ottenere una bocca pulita e fresca, prevenire le macchie e preservare la salute dentale e gengivale.

Per quanto sia accurata e scrupolosa l’igiene personale, però, non è sufficiente a fornire un’adeguata pulizia dei denti, soprattutto nelle zone difficili da raggiungere manualmente e da soli. Nelle sacche gengivali in fondo alle arcate dentali, nei solchi tra base dei denti e gengive e nelle zone retrostanti, è difficile arrivare. Lì si possono accumulare batteri, placca e tartaro, che causano infezioni, sanguinamento, retrazioni gengivali ed altre patologie, anche potenzialmente serie.

 

Cos’è la pulizia professionale ed in cosa consiste

La pulizia professionale, da effettuarsi per mano di un igienista dentale specializzato e qualificato, come quelli che lavorano presso il nostro Centro Odontoiatrico IDEA, è un trattamento che dura, in genere, meno di un’ora, poco invasivo e non doloroso. Si tratta della pulizia profonda e dell’igienizzazione di tutto il cavo orale, corredato dalla rimozione di eventuale tartaro e da un trattamento finale di smacchiamento e sbiancamento della dentatura. Grazie ad una accurata pulizia, si ripristinerà un sorriso sano e bianco e si limiteranno al minimo proliferazioni batteriche e di placca, che potrebbero causare serie infezioni ed infiammazioni.

La pulizia professionale comprende varie fasi. La prima è quella denominata detartrasi, durante la quale, con appositi strumenti, l’igienista rimuove eventuali pezzi di tartaro. Il tartaro è una sostanza dura e ruvida, ricca di batteri, impossibile da rimuovere con un semplice spazzolino e foriera di problemi come gengiviti, ascessi gengivali, retrazioni della gengiva, infezioni e sanguinamenti dolorosi. Una volta rimosso tutto il tartaro, che tende ad accumularsi soprattutto nel solco gengivale, si passa, con l’ausilio di appositi dispositivi medici, al risciacquo igienizzante. Infine, per valorizzare la bellezza del sorriso, si procede a rimuovere le macchie evidenti con appositi ingredienti sbiancanti ed a lucidare la superficie dei denti. Al termine del trattamento si potranno apprezzare una bocca sana e pulita, un alito fresco ed un sorriso smagliante.

 

Ogni quanto tempo è necessario sottoporsi ad una pulizia professionale dei denti?

Se non ci sono particolari problemi, l’igienista dentale va visto almeno due volte l’anno. Questo è il minimo, per assicurare ai propri denti una corretta pulizia, prevenire la carie e l’insorgere di disturbi gengivali. In molti casi, però, è necessario effettuare più trattamenti all’anno, fino a quattro. Ad esempio, i fumatori od i grandi bevitori di caffè o vino, avranno bisogno di dedicare un’attenzione in più ai loro denti poiché nicotina, caffeina ed alcool, oltre a provocare antiestetiche macchie, tendono a modificare il pH della saliva, rendendola più incline a produrre batteri, placca e, di conseguenza, tartaro.

Chi soffre di patologie a carico delle gengive, come gengiviti ricorrenti, infiammazioni, delicatezza delle mucose con frequenti sanguinamenti o dolorabilità e sensibilità dentinale, farebbe bene a visitare l’igienista dentale anche tre o quattro volte l’anno. In questo modo, non solo ci si assicurerà la perfetta pulizia del cavo orale, ma si avrà anche l’occasione di effettuare un controllo generale e, in caso di problemi o di peggioramento di quelli di base, si potrà intervenire tempestivamente, prima che i danni diventino irreversibili e dolorosi.

 

È vero che effettuare troppe detartrasi può rovinare lo smalto dei denti?

Le moderne tecniche odontoiatriche, abbinate alla professionalità di un ottimo igienista dentale e di prodotti di alta qualità, come quelli che utilizziamo nel Centro Odontoiatrico IDEA, non possono in alcun modo inficiare la salute dei denti, anzi, contribuiscono in modo importante e sostanziale a preservarne la salute e la bellezza. Gli strumenti moderni sono studiati per rimuovere, con precisione millimetrica, anche i più piccoli pezzetti di tartaro, senza intaccare in alcun modo lo smalto dentinale od irritare i nervi e gengive.

I prodotti utilizzati per l’igiene e lo sbiancamento sono testati ed anallergici, molto ben tollerati dalla stragrande maggioranza delle persone, ed agiscono in modo delicato, nel rispetto delle mucose, delle gengive e dei denti stessi. Usi frequenti e ripetuti negli anni non intaccano in nessun modo lo smalto anzi, i prodotti per l’igiene a base di fluoro lo fortificano. In conclusione, almeno due sedute all’anno di pulizia dentale professionale presso un ottimo igienista garantiscono pulizia, igiene, prevenzione da carie ed altre patologie dentali e gengivali, eliminano l’alitosi e donano un sorriso bello e sano.

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La Caramella è il vero nemico?

Le caramelle e le carie

Nella vita dei bambini le caramelle sono spesso presenti, come regalo di compleanno oppure come ricompensa per essersi comportati bene. Questi dolcetti sono molto amati perché hanno un gusto intensamente dolce, anche se presentano un alto contenuto di zuccheri e un valore nutritivo zero. Per questo motivo negli ultimi anni si è sottolineata la responsabilità delle caramelle nello sviluppo delle carie, tuttavia bisogna tenere a mente che esistono altri fattori collegati. Innanzitutto la formazione di carie è legata a una cattiva igiene orale, quindi un moderato consumo di caramelle non provoca danni se ci si lava bene i denti con regolarità. Infatti, secondo una ricerca di Daniel Kandelman del dipartimento di salute orale dell’Università di Montreal, pubblicata sul British Journal of Nutrition, occorre ridimensionare l’impatto degli zuccheri per quanto rigiuarda lo sviluppo delle patologie dentali. Lo studio rileva come in Occidente negli ultimi 20 anni il consumo di caramelle e dolci sia aumentato, mentre le carie nei bambini sono diminuite. L’uso dello spazzolino 2-3 volte al giorno consente di migliorare l’igiene orale e ha maggiori effetti nel prevenire le carie rispetto all’eliminazione delle caramelle e altri alimenti ricchi di zuccheri. Risultati positivi si ottengono anche grazie all’abitudine di somministrare fluoro ai bambini fin dai primi mesi. Tuttavia occorre ricordare che per garantire la salute dei denti sia gli adulti che i bambini devono seguire una dieta completa e varia, dove svolgono un ruolo importante frutta, verdura e latticini.

 

Cosa provoca le carie

Le caramelle non sono la causa principale delle carie, nonostante la loro consistenza appiccicosa e il fatto che contengano molto zucchero. Tuttavia lo stesso si può dire dei dolci e degli altri alimenti a base di zuccheri raffinati. Infatti le carie sono provocate da una combinazione di vari fattori, come denti, substrato, tempo e microrganismi. Il substrato è causato da tutti i carboidrati, che possono derivare dal pane, dalle caramelle, dai biscotti, dai succhi, dalla pasta, dal latte e persino dalla frutta. Ciò si spiega con il fatto che i batteri provocano una reazione chimica con qualunque tipo di zucchero, non distinguendo tra lattosio (contenuto nel latte), fruttosio (sostanza della frutta) e glucosio (contenuto nei carboidrati) e tra zuccheri raffinati e semplici. In tutti i casi la reazione causa la produzione di acido che attacca lo smalto dentale e provoca la carie. L’igiene orale è fondamentale per prevenire questo disturbo, qualunque siano gli alimenti consumati. Tuttavia bisogna tenere a mente che più i cibi e i prodotti sono zuccherati e appiccicosi e migliore deve essere la pulizia dei denti. Inoltre è bene usare correttamente il filo interdentale in maniera regolare in quanto le carie dei bambini si verificano nelle interstizioni tra i denti e successivamente sono seguite dal decadimento anche delle superfici superiori.

 

Le caramelle e i bambini: cosa tenere a mente

Secondo l’American Dental Association i problemi maggiori per i denti dei bambini sono dati dai lecca lecca e dalle caramelle dure: infatti non solo hanno un alto contenuto di zuccheri, ma la loro consistenza può provocare danni allo smalto. Inoltre i denti dei bambini hanno una minore durezza rispetto a quelli degli adulti. Quindi le caramelle dure possono portare potenzialmente a emergenze come un dente rotto oppure scheggiato. Inoltre occorre tenere a mente che i fattori che determinano la responsabilità delle caramelle nella formazione delle carie sono il tempo e la frequenza di consumo, oltre all’intensità dell’igiene orale e al tipo di carboidrati. Per limitare gli effetti negativi è possibile optare per le caramelle con bassi contenuti di zuccheri oppure privi di zucchero. Si tratta di prodotti che riducono nella cavità orale i livelli di batteri responsabili della reazione acida.

Un aspetto da valutare con attenzione è la frequenza del consumo. Gli specialisti in odontoiatria e i nutrizionisti avvertono i genitori che è meglio far mangiare ai bambini due o tre caramelle una dopo l’altra invece di permetterne il consumo di una alla volta in diversi momenti della giornata. Si tratta di un accorgimento utile e intelligente per ridurre i tempi nei quali lo zucchero entra in contatto con la superficie dei denti. In questo modo la reazione acida provocata dai batteri viene limitata dalla saliva e gli effetti negativi sono attenuati. Si consiglia comunque di evitare di mangiare frequentemente caramelle, soprattutto in quantità abbondanti. Infatti risulta essere una soluzione per evitare di trasformare la cavità orale in un ambiente perennemente acido che causa il decadimento delle superfici dentali e che, a lungo andare, provoca lo sviluppo di carie nonostante le attenzioni prestate alla pulizia dei denti. Infine è meglio optare per un’efficace opera di prevenzione, così da evitare la stessa formazione delle carie. Innanzitutto è bene seguire una dieta equilibrata e in secondo luogo si consiglia sottoporre i bambini a regolari o periodici esami dentali per verificare se si sta verificando un decadimento incipiente di qualunque tipo. In questo modo è possibile intervenire tempestivamente per correggere e stabilizzare la situazione invece di dover effettuare successivamente un’otturazione.

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Quali sono le fasi della carie dentale?

Le carie dentarie sono un problema che puoi risolvere senza troppe difficoltà. Noi del Centro Odontoiatrico IDEA sappiamo come aiutarti.

Innanzitutto quando si parla di carie dentarie bisogna essere precisi. Se ti sei accorto della loro presenza in maniera asintomatica, ossia se la loro esistenza non ti causa alcun dolore, allora puoi curarle senza troppe difficoltà e soprattutto senza dover spendere troppo denaro.

Se però purtroppo sono fonti di dolore allora dovrai prepararti ad una soluzione più dispendiosa. In quest’ultimo caso infatti è necessario devitalizzare il nervo. Fatta questa necessaria premessa, si può passare al nocciolo della questione.

Le carie rappresentano un’infezione comune dei denti che attraversa delle fasi precise. Conoscerle significa sapere entro quanto agire e se il tuo disturbo è già in una condizione progredita o meno. In altri termini puoi capire se devi preoccuparti oppure no, consapevole però che qualsiasi malattia non vada mai trascurata.

Inoltre conoscere gli stadi precisi di una carie significa anche imparare ad avere una corretta igiene dentale e adattare strategie precise per evitare di incombere in situazioni spiacevoli.

 

Le fasi delle carie dentarie

I nostri denti sono ricoperti da uno strato di calcio detto smalto. Si tratta della sostanza più dura di tutto il nostro organismo. La carie dentaria è un’infezione che aggredisce lo smalto tramite un processo detto demineralizzazione.

Se ti stai chiedendo come è possibile che un qualcosa di così tosto possa danneggiarsi, è presto detto. La fase primaria di questa infezione trae origine dalla cosiddetta placca dentaria. Inutile tentare di capire quanto se ne stia formando nella tua bocca. Questa sostanza purtroppo è invisibile ai nostri occhi.

Tuttavia puoi imparare a comprendere il motivo per cui si accumula. Ci sono alcuni alimenti, in genere quelli ricchi di zuccheri, che ne causano il rapido sviluppo. Il suo pericoloso ammasso però si verifica se non si usa spesso lo spazzolino ma anche se non si va frequentemente dal dentista, per far sì che questi realizzi una bella ablazione (o più comunemente ‘pulizia dei denti’).

Queste sono dunque due buone abitudini che dobbiamo adottare. La prima fase delle carie dentarie dunque parte al di sotto di questa placca batterica. Sono questi batteri che per riprodursi, danneggiano la nostra bocca.

Nel primo stadio la carie apparirà con un colore marroncino. Se noti questa chiazza sui tuoi denti, dovresti subito porvi rimedio. In questo caso si parla di carie superficiale. Se la trascuri infatti avrà modo di aggravarsi. Il passaggio da una fase ad un’altra è abbastanza rapido.

Nel secondo caso l’infezione perde la sua natura asintomatica ossia comincia a causare dolore. Il motivo sta ancora una volta negli zuccheri o meglio nella loro fermentazione. Infatti se trascuri la loro presenza fra i tuoi denti, andranno incontro a questo processo.

Tutto ciò causa la produzione di particolari sostanze molto acide, che per la loro natura estremamente corrosiva, arrivano a perforare lo smalto. Al di sotto di questo strato è presente una sostanza molto meno resistente, responsabile del naturale color bianco dei nostri denti, nota come dentina.

Puoi intuire senza troppe difficoltà che se la parte più resistente del nostro corpo è stata barbaramente perforata dagli acidi prodotti dagli zuccheri, non sarà troppo complesso per loro distruggere anche una parete così debole.

Le carie dentarie dunque in questa fase arrivano a toccare la polpa, la parte più estrema del nostro dente. Al suo interno si trovano, ben protette, terminazioni nervose e vasi sanguini. Se l’infezione arriva a toccarli arriverà, purtroppo, la sensazione dolorosa tipica delle carie penetranti, ossia quelle per cui ormai si deve procedere alla devitalizzazione.

In questa seconda fase bisogna subito procedere alle dovute cure perché la situazione diventa molto più seria. Vi sono una serie di complicanze cliniche, alcune anche gravi. Il dolore inoltre, in questo secondo stadio, può arrivare a coinvolgere tutta l’arcata indistintamente.

 

E se si trascura una carie dentaria?

Se trascuri una carie dentaria giunta ormai alla polpa, potresti andare incontro a terribili conseguenze.

Tra le patologie più comuni abbiamo l’ascesso. Si tratta di un particolare gonfiore ripieno di pus. Questi è responsabile di arrossamento e gonfiore alle gengive, alitosi, febbre, e in certi casi ingrossamento dei linfonodi.  Questo problema può giungere anche ad un’infezione diffusa, meglio nota come setticemia. Inoltre, più raramente per fortuna, si può arrivare ad un’infezione di tutti i nervi che attraversano il nostro viso.

Tra i denti si può persino arrivare alla creazione di legamenti non naturali che prendono il nome di fistole. Insomma come vedi non c’è alcuna ragione per tergiversare. Non appena si presentano le carie dentarie, indipendentemente dalla loro gravità, bisogna agire, per evitare poi che si propaghino, fino a causare patologie anche gravi.

Noi del Centro Odontroiatrico IDEA ti invitiamo sempre a contattarci, per evitare che si verifichino queste incombenze e donarti un sorriso smagliante e in salute.

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I piercing orali causano infezioni?

I piercing orali, al giorno d’oggi, sono una moda molto diffusa in tutto il mondo. Soprattutto i giovani e gli adolescenti infatti, li usano non tanto per necessità, quanto piuttosto per distinguersi dalla massa e come modo per far emergere la propria personalità e i propri gusti in fatto di tendenze. Questa moda però non sempre viene vista di buon occhio e sono molte le questioni irrisolte che ruotano attorno a tale pratica. In tanti, ad esempio, sono convinti del fatto che i piercing orali siano un pericolo per la salute in quanto causino infezioni. Proprio per tale ragione, noi del Centro Odontoiatrico IDEA ci teniamo a fare chiarezza sulla questione.

 

I piercing orali causano infezioni?

E’ ormai stato appurato che nel soggetto in cui la lingua, le labbra, le guance o l’ugola sono state trafitte da un piercing possono verificarsi cambiamenti nel modo di interloquire, di masticare o di deglutire (in quanto il piercing, anche se in minima parte, andrà ad interferire con le azioni sopracitate). Al contrario però, non è sempre detto che i piercing orali causino infezioni. E’ vero che qualsiasi trauma che comporti la lesione della parte superficiale dell’epidermide o delle mucose orali possa portare all’eventualità che tu contragga un’infezione, ma il rischio non è particolarmente elevato. Infatti, sebbene la cavità orale umana sia sede di milioni di batteri, le mucose orali hanno una capacità eccelsa nel risanarsi e sono propense a guarire piuttosto facilmente, senza alcuna complicazione. Ovviamente è possibile seguire alcuni accorgimenti per eliminare, almeno in buona parte, la possibilità di incorrere in infezioni. Spesso infatti capita che i pazienti contraggano infezioni virali (a titolo d’esempio potremo citare l’epatite B o l’epatite C) che sono correlate a fattori direttamente legati all’igiene del luogo all’interno del quale viene eseguita la pratica di foratura. Se riconosciuta precocemente, un’infezione batterica può essere facilmente contrastata tramite l’assunzione di antibiotici. Nella gran parte dei casi però ciò non avviene e si passa direttamente alla fase che prevede la rimozione del piercing.

 

Cosa devi fare per evitare di contrarre simili infezioni?

Noi del Centro Odontoiatrico IDEA, innanzitutto, ti ricordiamo di eseguire una visita dentistica ed un check-up orale completo ed approfondito prima di farti un piercing orale. Entrambe le operazioni sono particolarmente indicate per valutare le possibili complicazioni che potrebbero insorgere nel tuo specifico caso ed il tuo livello di igiene orale. Quest’ultimo fattore è fondamentale e non deve passare in secondo piano in quanto se non hai una conoscenza delle regole basilari di una corretta igiene orale e se non hai regolarità nella loro applicazione, facendoti un piercing orale sei sicuramente esposto al rischio di contrarre un’infezione. Anche nel caso in cui tu abbia già un piercing nella lingua, nelle labbra o nella guancia, dovrai comunque continuare a fare in modo di mantenere igienizzata la bocca, soprattutto dopo aver consumato i tre pasti principali della giornata. Noi del Centro Odontoiatrico IDEA, inoltre, ti consigliamo di utilizzare, con cadenza quotidiana, un collutorio antisettico o una soluzione salina per il risciacquo.

 

I piercing orali possono rovinarti i denti?

Purtroppo la risposta a tale quesito non può che essere affermativa. I piercing orali, soprattutto a lungo andare, possono rovinarti i denti. Questi accessori infatti sono comunemente realizzati tramite l’ausilio di un materiale metallico particolarmente duro e resistente che viene collocato all’interno di uno spazio estremamente ristretto, nel quale i denti ed i muscoli facciali sono, per loro natura, sottoposti ad un continuo movimento. Ciò può causare piccoli inconvenienti come la rottura parziale di un dente e ferite alla mucosa palatale o al tessuto gengivale.

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