FAQ

La carie dentale è una patologia degenerativa progressiva: ciò significa che inizia come una piccola demineralizzazione della superficie del dente per poi avanzare, con il passare del tempo, coinvolgendo porzioni sempre più ampie fino alla zona della polpa dentale.

La prima porzione di dente colpita dalla carie è lo smalto, ovvero l’involucro esterno della corona dentale che rappresenta il tessuto più duro e mineralizzato del nostro organismo. Subito dopo si approfondisce nella dentina, un tessuto assai più morbido e cario-recettivo. È solo quando i batteri hanno già contaminato la dentina che ha inizio la sintomatologia dolorosa. Tipica è la sensibilità al caldo, al freddo e alle sostanze dolci.

È quindi importante comprendere che avere una carie non significa avere dolore. Esso sopraggiunge, infatti, solo quando la carie è già molto profonda e vicino al nervo. Purtroppo giunti a questo stadio non sarà più possibile intervenire in modo conservativo con una semplice otturazione ma, nella maggior parte dei casi, sarà indispensabile devitalizzare l’elemento dentale con un notevole costo biologico e un impegno economico e di tempo esponenziale.

La tecnologia utilizzata per l’Endodonzia negli ultimi anni si è molto evoluta. Nel centro Odontoiatrico Idea l’utilizzo costante di strumenti tecnologici digitali e di sistemi ingrandenti (microscopio) fa si che le nostre devitalizzazioni siano eseguite sempre in un’unica seduta, della durata di poco meno di un’ora e senza alcun dolore.

La pigmentazione di un dente devitalizzato è dovuta alla presenza di alcune sostanze all’interno della camera pulpare (cavità interna della corona dentale dove è contenuta la polpa dentale). Esse possono essere di natura biologica (si tratta di piccole quantità di sangue che depositandosi in zone anfrattuose rilasciano con il tempo molecole di Ferro), oppure di natura artificiale (come nel caso dei diversi materiali con cui viene effettuata l’otturazione).

Nel Centro Odontoiatrico Idea siamo particolarmente attenti a questi aspetti e per questo siamo in grado di rassicurare ogni nostro paziente che il loro dente devitalizzato NON diventerà mai nero.

Un dente devitalizzato subisce una serie di modifiche anatomico-strutturali che ne fanno un elemento dentale diverso da un dente vitale, forse più delicato, ma che non andrà affatto estratto.

Quando si devitalizza un dente, infatti, bisogna considerare tale elemento come soggetto a un più forte rischio di frattura, tuttavia attraverso alcuni accorgimenti è possibile mantenerlo nella propria dentatura per anni e anni.

Primo aspetto da considerare è che un dente devitalizzato non ha sensibilità e non sente dolore: ciò significa che se dovesse insorgere una carie o una frattura, il paziente non se accorgerebbe se non in uno stadio troppo avanzato, nella maggior parte delle volte non recuperabile.

Altro aspetto importante è l’Anchilosi post devitalizzazione. Normalmente un dente vitale è sospeso all’interno del suo alveolo dentale attraverso quello che si chiama legamento parodontale. Questo permette al dente di avere una sorta di ammortizzatore, utile ad attenuare le forze masticatorie che gravano sulla sua superficie durante la masticazione. Un dente devitalizzato subisce, invece, un processo di fusione all’osso alveolare (detto appunto “anchilosi”) che lo porta quindi ad essere direttamente ancorato all’osso perdendo di fatto la capacità ammortizzante e vedendo gravare sulla propria struttura eventuali carichi esercitati durante la masticazione. Questo a lungo andare può determinare un sovraccarico strutturale che può esitare in una frattura.

Queste problematiche possono essere risolte e tenute sotto controllo scegliendo un restauro post-endodontico (dopo la devitalizzazione) adeguato. In alcuni casi è possibile affidarsi a dei restauri diretti, ovvero la classica ricostruzione del dente, ma nella maggior parte dei casi è necessario proteggere la corona dentale con un intarsio (restauro indiretto) o con una corona proteica (la cosiddetta “capsula”).

La pulizia dei denti professionale è un trattamento indispensabile per qualsiasi paziente. Basti pensare che anche l’individuo più sano, con una dentatura dritta, non fumatore, con una scrupolosa ed efficiente igiene dentale domiciliare ha comunque bisogno della pulizia dei denti professionale almeno 2 volte l’anno (l’American Dental Accademy consiglia di effettuarla ogni 6 mesi). Ciò dipende dal fatto che alcune zone delle arcate dentali sono più difficili da raggiungere e detergere con le consuete manovre di igiene domiciliare (spazzolino, filo interdentale e collutorio).

In particolare è possibile trovare accumuli di tartaro nella zona linguale (interna) degli incisivi inferiori e a livello della superficie vestibolare (esterna) tra primo e secondo molare superiore. Questo succede perché proprio in queste zone sono presenti delle ghiandole salivari che, producendo costantemente saliva, rendono alta la concentrazione di sali di calcio che depositandosi su eventuali residui di placca presenti determinano la formazione del tartaro.

L’intervallo di 6 mesi è indicato nei pazienti che non hanno particolari problemi; in quelli, invece, che presentano affollamento dentale, predisposizione alle gengiviti, patologie sistemiche come il diabete e predisposizione ereditaria alla parodontite (piorrea), è consigliata l’ablazione del tartaro ogni 5, 4 o 3 mesi.

La pulizia dei denti è necessaria anche quando non sanguinano le gengive. Il sanguinamento è infatti solo l’ultimo dei sintomi che un’inadeguata igiene dentale determina. Molto spesso, nonostante non ci sia sanguinamento, è comunque presente una grave infiammazione gengivale che come tale determina detrazione gengivale e ossea irreversibile.

Quindi non diamo ascolto a chi afferma che la pulizia dei denti professionale non sia necessaria o che sia, addirittura, pericolosa; nel Centro Odontoiatrico Idea crediamo cosi tanto nella validità di questo trattamento che lo affidiamo nelle mani di professionisti laureati in Igiene Dentale che, attraverso l’uso di strumenti ultrasonici meccanici e non, si prenderanno cura della vostra salute orale prevenendo e intercettando qualsiasi problema.

Lo Sbiancamento Dentale Professionale è un trattamento che permette attraverso l’applicazione di un gel al perossido d’idrogeno sulla superficie dei denti il dissolvimento di tutti quei pigmenti che nel corso del tempo la dentina (ovvero la componente più spugnosa e assorbente degli elementi dentali) ha assorbito. Il sistema sfrutta il principio dei radicali liberi: il gel applicato, infatti, attraversa lo smalto (tessuto traslucente) e raggiunge la sottostante dentina (la vera responsabile della colorazione del dente) dove lentamente elimina i pigmenti responsabili di quel colore spento che alcuni sorrisi mostrano.

Chi beve molti caffè, così come tantissime altre sostanze colorate (ad esempio vino rosso, liquirizia, pomodoro, verdure, tè, etc) determina nel tempo un assorbimento importante di tutti questi pigmenti colorati con il risultato di non vedere più il proprio sorriso splendente come una volta.

Con lo sbiancamento dentale professionale è possibile tornare indietro. Tale trattamento non dipinge i denti e non può avere effetti miracolosi cambiando di netto la colorazione del dente ma può altresì, senza alcun effetto collaterale, rimuovere tutto ciò che accumulandosi nel tempo ne determina l’aumento di valore (ovvero della quantità dei grigi presenti).

Quello che consigliamo sempre ai nostri pazienti durante e subito dopo un trattamento di sbiancamento dentale professionale è di evitare per alcuni giorni di bere molte sostanze colorate e/o di fumare perché, così come il dente è diventato permeabile all’agente sbiancante che attraverso lo smalto raggiunge la dentina, anche tutti gli eventuali pigmenti dell’alimentazione trovano in questo frangente una maggiore permeabilità dello smalto e quindi una facilità oggettiva a fissarsi su di essa.

Gli apparecchi ortodontici hanno l’obiettivo di ottenere un’occlusione ottimale, equilibrata e stabile, al fine di consentire il corretto svolgimento della funzione masticatoria.

Una corretta occlusione non solo migliora la capacità masticatoria, ma anche l’aspetto estetico, poiché gli elementi dentali sono allineati e ben distribuiti nelle ossa mascellari.

 

I trattamenti ortodontici sono rivolti da sempre ai pazienti più piccoli, ma da ormai qualche anno trovano larghissimo impiego anche negli adulti.

Nei pazienti pedodontici l’ortodonzia permette di intercettare e gestire sia problemi dentali che scheletrici (ovvero dovuti ad anomalie nella formazione delle ossa mascellari). Infatti, fino al momento dello sviluppo sessuale, è possibile plasmare le ossa del palato o della mandibola grazie alla presenza di alcune sinfisi (zone cartilaginee coinvolte nei pressi di crescita e di aumento di dimensioni delle ossa e che completano la loro formazione subito dopo lo sviluppo) andando quindi a creare o a gestire lo spazio presente affinché tutti gli elementi dentali erotti e quelli che dovranno ancora erompere possano allinearsi correttamente sulle arcate dentali.

Negli adulti, invece, le sinfisi sono ormai completamente calcificate e quindi le dimensioni e la forma delle ossa non può essere modificata ma, fortunatamente,  si possono ugualmente gestire gli affollamenti dentali e le malocclusioni lavorando direttamente sulla posizione degli elementi dentali. Non esiste quindi un’età in cui la terapia ortodontica non possa essere attuata, è evidente però che più si è giovani e più le strategie terapeutiche sono varie.

Un aspetto fondamentale dei trattamenti ortodontici attuali è il loro impatto estetico; sempre più adulti si affidano a sistemi di mascherine invisibili che permettono in totale armonia con il proprio sorriso di ottenere l’allineamento dei denti che hanno sempre desiderato.

VPGD Comunicazione - Crediti